{"id":2372,"date":"2023-01-24T12:05:46","date_gmt":"2023-01-24T11:05:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2372\/"},"modified":"2023-01-30T11:41:04","modified_gmt":"2023-01-30T10:41:04","slug":"magliano-in-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/magliano-in-toscana\/","title":{"rendered":"Magliano in Toscana"},"content":{"rendered":"<p>Il territorio comunale, ricco di <strong class=\"ui-sortable-handle\">numerosi insediamenti di epoca\u00a0etrusca<\/strong>, comprende le caratteristiche localit\u00e0 di\u00a0Pereta\u00a0e\u00a0Montiano, di origini medievali. Il centro storico \u00e8 circondato da una cinta muraria edificata tra il tardo\u00a0Medioevo\u00a0e il\u00a0Rinascimento.<\/p>\n<p>Esso si estende su una superficie totale appena superiore ai 250 km\u00b2, che interessa la parte centrale della Maremma grossetana e l&#8217;area nord-occidentale delle colline dell&#8217;Albegna e del Fiora. Confina a nord-ovest con il comune di Grosseto, a nord-est con il comune di Scansano, a sud-est con il comune di Manciano, a sud con il comune di Orbetello, mentre a ovest \u00e8 bagnato per un breve tratto dal Mar Tirreno nella parte centrale del litorale dei Monti dell&#8217;Uccellina che include anche Cala di Forno.<\/p>\n<p>Morfologicamente, il territorio comunale presenta un breve tratto costiero prevalentemente alto e roccioso, fatta eccezione per la sabbiosa Cala di Forno, presso il quale si elevano alcuni modesti promontori che costituiscono una limitata area collinare sublitoranea. L&#8217;entroterra \u00e8 costituito da un tratto pianeggiante della Maremma, chiuso a ovest dai Monti dell&#8217;Uccellina e a est dalle prime propaggini delle colline dell&#8217;Albegna e del Fiora. La parte pi\u00f9 interna del territorio comunale alterna modesti rilievi collinari, che difficilmente superano i 300-350 metri s.l.m., e alcune valli che si insinuano tra le colline seguendo il corso di torrenti tributari di destra dell&#8217;Albegna.<\/p>\n<p>Magliano conserva intatte le <strong class=\"ui-sortable-handle\">mura di cinta medievali<\/strong>: esse sono formate da cortine murarie in pietra, a tratti decorate da archetti ciechi e merlature, intervallate da 9 torri e munite di 3 porte di accesso. Nel loro insieme, la cinta muraria si presenta intatta, con i caratteristici elementi stilistici rinascimentali ben evidenti.<\/p>\n<p>Nel tratto sud-orientale, si sono ben conservati i resti medievali della primitiva struttura difensiva, ben integrati nella restante cerchia di epoca successiva. In particolare, risalgono al Trecento la Porta di San Giovanni, che si presenta ad arco tondo in blocchi di travertino, e l&#8217;attigua Torre di San Giovanni, a base quadrata, situata poco a destra della porta: la lapide indica il 1323 come anno di costruzione.<\/p>\n<p>Delle altre 8 torri lungo le mura, ce ne sono altre due a base quadrata, di chiare origini medievali, e sei a base semicircolari che si affacciano lungo il tratto occidentale: queste ultime furono realizzate in epoca rinascimentale.<\/p>\n<p>Le altre due porte di accesso sono la Porta di San Martino, di origini medievali, che si apre sul lato settentrionale nei pressi dell&#8217;omonima pieve con merlatura ed elementi stilistici di epoca aldobrandesca, e la Porta Nuova, di epoca Quattrocentesca, fatta realizzare dai Senesi lungo il tratto sud-occidentale delle mura con caditoie e merlature sommitali.<\/p>\n<p>Lungo il tratto della Porta Nuova vi \u00e8 un camminamento di ronda.<\/p>\n<p><strong class=\"ui-sortable-handle\">\u2022Mura di Montiano<\/strong>, eretta anch&#8217;esse in epoca medievale, racchiudono interamente il borgo di Montiano, seppur in vari tratti incorporate alle pareti esterne di altri edifici. L&#8217;accesso al centro avviene attraverso una porta che si apre a sud.<br \/>\n<strong class=\"ui-sortable-handle\">\u2022Mura di Pereta,<\/strong> sistema difensivo del borgo di Pereta costruito in pi\u00f9 fasi durante il Medioevo, con una cinta muraria interna pi\u00f9 antica rispetto a quella esterna, ove si apre a sud la porta di Pereta.<\/p>\n<h4 class=\"ui-sortable-handle\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Luoghi d&#8217;Interesse<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>\u2022<strong class=\"ui-sortable-handle\">Monastero di San Bruzio<\/strong>, \u00e8 un monastero in rovina nella campagna a sud-est di Magliano in Toscana.<br \/>\n<strong class=\"ui-sortable-handle\">I resti della costruzione<\/strong>, iniziata verso il 1000 dai benedettini e terminata verso la fine del XII secolo, consistono nell&#8217;<strong class=\"ui-sortable-handle\">abside<\/strong>, nelle <strong class=\"ui-sortable-handle\">pareti orientali del transetto<\/strong> e negli <strong class=\"ui-sortable-handle\">archi<\/strong> che sostengono la <strong class=\"ui-sortable-handle\">cupola<\/strong> con i pennacchi da cui si sviluppava la calotta ottagonale e si imposta ancora la base del tiburio. I capitelli dei semipilastri, decorati con fogliami e teste antropomorfe, sono stati avvicinati a quelli di San Rabano nella comune derivazione di modelli d&#8217;Oltralpe. L&#8217;abside ha una decorazione ad archetti pensili divisi per coppie da esili semicolonne. La <strong class=\"ui-sortable-handle\">cortina muraria<\/strong> esterna \u00e8 in <strong class=\"ui-sortable-handle\">grossi conci di travertino squadrati<\/strong>.<\/p>\n<p><strong class=\"ui-sortable-handle\">\u2022Palazzo di Checco il Bello,<\/strong> \u00e8 uno <strong class=\"ui-sortable-handle\">storico palazzo<\/strong> situato nel centro storico. Costruito nei primi anni del XIV secolo, l&#8217;edificio fu l&#8217;<strong class=\"ui-sortable-handle\">antica residenza della famiglia Monaldeschi di Orvieto<\/strong> e vi soggiornarono anche i conti Aldobrandeschi. Nei primi anni del Novecento poi, vi visse un tal Francesco Salvi, soprannominato <strong class=\"ui-sortable-handle\">Checco il Bello<\/strong>, sia per le sue <strong class=\"ui-sortable-handle\">doti estetiche e per la fama di Casanova<\/strong>, da cui il nome con il quale l&#8217;edificio oggi \u00e8 noto. <strong class=\"ui-sortable-handle\">Oggi<\/strong> il palazzo \u00e8 adibito a <strong class=\"ui-sortable-handle\">edificio residenziale<\/strong>.<\/p>\n<p>Esso si erge sulla strada principale del vecchio borgo, corso Garibaldi, non lontano dalla piazza su cui si trova la chiesa di San Giovanni Battista. L&#8217;edificio fu costruito con <strong class=\"ui-sortable-handle\">pietra locale<\/strong> secondo gli <strong class=\"ui-sortable-handle\">schemi dell&#8217;architettura gotica senese del XIV secolo<\/strong>. Sono presenti <strong class=\"ui-sortable-handle\">bifore<\/strong>, oggi murate per una migliore razionalizzazione degli spazi interni, e <strong class=\"ui-sortable-handle\">cornici in travertino chiaro locale<\/strong>. Sulla <strong class=\"ui-sortable-handle\">facciata<\/strong> si pu\u00f2 vedere lo s<strong class=\"ui-sortable-handle\">temma della casata dei Monaldeschi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u2022<strong class=\"ui-sortable-handle\">Chiesa di San Giovanni Battista<\/strong> \u00e8 di <strong class=\"ui-sortable-handle\">origine romanica<\/strong> ma di<strong class=\"ui-sortable-handle\"> aspetto composito<\/strong> per le successive trasformazioni.<br \/>\nLe <strong class=\"ui-sortable-handle\">finestre<\/strong> nel fianco sinistro sono<strong class=\"ui-sortable-handle\"> gotiche,<\/strong> la facciata, di sobria eleganza, rinascimentale (1471). Notevole anche la parte absidale, accompagnata sulla destra da un campanile cuspidato.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong class=\"ui-sortable-handle\">interno \u00e8 a una navata<\/strong>, con soffitto sostenuto da tre archi a pieno centro, l&#8217;arco trionfale poggia su due colonne romaniche con capitelli decorati. Alle pareti,<strong class=\"ui-sortable-handle\"> affreschi votivi del XV e XVI secolo di scuola senese<\/strong>. Nell&#8217;abside, tabernacolo a muro dell&#8217;inizio del XIII secolo con, nell&#8217;architrave, il maglio (stemma della Comunit\u00e0) e l&#8217;iscrizione in lettere gotiche dell&#8217;artefice (M. Nicholaus). A sinistra, raffinato fonte battesimale in travertino a sei formelle, datato 1493.<\/p>\n<p>\u2022<strong>Il palazzo del Podest\u00e0<\/strong>, o <strong>palazzo dei Priori,<\/strong> \u00e8 un edificio storico costruito nel <strong>1425,<\/strong> per volont\u00e0 del capitano del popolo Pietro Salimbeni Benassai, che lo utilizz\u00f2 come residenza. L&#8217;edificio fu inoltre residenza dei priori per il periodo della loro carica. Le ristrutturazioni che ha subito nel corso dei secoli hanno modificato parte del suo aspetto originario.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio si presenta in <strong>stile tardogotico<\/strong>, tipico degli schemi dell&#8217;architettura senese del Quattrocento. Sulla facciata del palazzo sono ancora oggi riconoscibili gli stemmi dei principali cittadini illustri di Magliano, come quello di Salimbeni Benassai stesso, quello della famiglia Piccolomini e quello della famiglia Bandinelli.<\/p>\n<p>\u2022La <strong>pieve di San Martino<\/strong> \u00e8 un edificio sacro. Nella facciata si apre il <strong>portale romanico,<\/strong> preceduto da una gradinata e incorniciato da <strong>rilievi scolpiti con creature mostruose<\/strong> e u<strong>n guerriero con un drago<\/strong>; in alto una bifora probabilmente appartenente alla costruzione originaria. Il lato destro presenta un portale laterale delimitato da due semicolonne e intorno formelle scolpite con motivi vegetali e geometrici.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>interno \u00e8 decorato<\/strong> nel lato sinistro e nel presbiterio da <strong>affreschi dei secoli XV e XVI,<\/strong> molto frammentari. Nell&#8217;edificio, dopo il distacco dal campanile conseguente al bombardamento del 1944, \u00e8 stata collocata la campana che reca la data 1625 e lo stemma civico di Magliano.<\/p>\n<p><strong>\u2022Olivo della Strega<\/strong>,\u00a0\u00e8 una\u00a0<strong>pianta monumentale<\/strong>\u00a0in un uliveto adiacente alla chiesa romanica della SS. Annunziata. L&#8217;albero \u00e8 <strong>considerato uno dei pi\u00f9 vecchi d&#8217;Italia<\/strong>, forse d&#8217;Europa, dato che la sua et\u00e0 viene stimata intorno ai <strong>3000-3500 anni<\/strong>, infatti adottando il metodo del carbonio attivo, gli esperti hanno assegnato alla pianta il <strong>primato di longevit\u00e0 per la Toscana<\/strong>.\u00a0\u00a0La pianta \u00e8 composta da <strong>due individui<\/strong>, uno, il <strong>vecchio albero<\/strong>, con et\u00e0 intorno ai 3000-3500 anni, databile quindi intorno al 1000 a.C., <strong>ormai morto<\/strong>, che ha formato la gigantesca e particolare base su cui \u00e8 nato il nuovo pollone, diventato albero, che sembra avere almeno due secoli di vita e che, comunque, \u00e8 il prolungamento dell&#8217;antico albero. Del vecchio olivo non rimane che un tronco rugoso e contorto, ma ancora vegeto con un pollone in frutto. La pianta \u00e8 ormai un monumento ed \u00e8 stata fatta una recinzione che ne garantisce una certa protezione per evitare che le persone, eventuali collezionisti di oggetti legati ai luoghi visitati, possano asportare frammenti del tronco o dei rami come ricordo o quantomeno danneggiarla. La magia in Maremma ha radici nelle antichit\u00e0 pagane: streghe, folletti e spiriti maligni, anime incantate a guardia di antichi tesori; anche il Diavolo era una presenza comune e molti affermavano di averlo visto, travestito da gran signore, da somaro, perfino da prete.<\/p>\n<p><strong>Il nome<\/strong> olivo della Strega \u00e8 dovuto ad alcune <strong>figure<\/strong> o raffigurazioni che si potevano intuire pi\u00f9 che vedere, particolarmente in certe ore del giorno, come verso il tramonto, quando le <strong>ombre cominciano a creare suggestioni,<\/strong> sul tronco o sui rami rugosi, contorti, scolpiti dal vento e dagli agenti atmosferici. Fino agli anni &#8217;40 del 1900 si <strong>potevano distinguere in alto<\/strong>, su un ramo centrale, la <strong>faccia di un uomo o di una vecchia<\/strong> e sul <strong>tronco<\/strong> la figura forse di un <strong>grosso gatto<\/strong> in atto di arrampicarsi ed accanto alla testa dello stesso il profilo di una donna con i capelli lunghi. Queste immagini <strong>oggi non si vedono pi\u00f9<\/strong>, ma <strong>esistono delle foto<\/strong> che le ritraggono e ne confermano la presenza.<\/p>\n<p>Secondo <strong>antiche leggende<\/strong> tramandate dalla tradizione orale popolare e non da fonti scritte, <strong>intorno all&#8217;albero<\/strong> si consumavano <strong>riti pagani<\/strong> e, dopo l&#8217;invocazione dei sacerdoti, l<strong>&#8216;olivo si contorgeva<\/strong> in modo incredibile assumendo forme inquietanti tanto che la cosa era considerata una specie di <strong>stregoneria<\/strong> ed anche per questo era chiamato Olivo della Strega.<\/p>\n<p>Si narra che <strong>durante il Medioevo le streghe di Maremma<\/strong> si ritrovavano ai piedi del nostro olivo per <strong>esaltare il diavolo con i loro sabba<\/strong>, ma la leggenda pi\u00f9 diffusa narra di una strega che ogni venerd\u00ec, durante i suoi riti sabbatici, danzava intorno all&#8217;olivo, costringendo cos\u00ec la <strong>pianta a contorcersi<\/strong> fino ad assumere le forme attuali. Si noti come alla base di una spiegazione che trascende la razionalit\u00e0 sull&#8217;aspetto contorto del tronco dell&#8217;olivo ci sia sempre un agente esterno o una motivazione che spinga l&#8217;albero ad assumere il caratteristico aspetto. Al termine del rito la strega si trasformava in un enorme gatto dagli occhi di fuoco e rimaneva a vegliare l&#8217;albero tutta la notte. Altre versioni della storia narrano che l&#8217;olivo giungeva a raddoppiare le sue dimensioni.<\/p>\n<p>Si racconta anche che una strega, per proteggere l&#8217;olivo, una volta lanci\u00f2 delle olive, dure come sassi, contro un ragazzo che aveva scagliato una pietra contro un pettirosso nascosto fra i rami della pianta.<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span id=\"Siti_archeologici\" class=\"mw-headline\">Siti archeologici<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong>\u2022Necropoli del Sassone<\/strong>, in prossimit\u00e0 del centro abitato di Magliano in Toscana.Via della Marsiliana<br \/>\n<strong>\u2022Necropoli del Cancellone<\/strong>, in localit\u00e0 Sant&#8217;Andrea, lungo la strada provinciale di S. Andrea<br \/>\n<strong>\u2022Necropoli di Santa Maria in Borraccia<\/strong>, in localit\u00e0 Santa Maria in Borraccia, lungo la strada vicinale di Colle Lupo.<br \/>\n<strong>\u2022Tomba delle Ficaie<\/strong>, lungo la strada provinciale per Sant&#8217;Andrea. (ormai praticamente scomparsa)<br \/>\n<strong>\u2022Tomba Sant&#8217;Andrea,<\/strong> detta anche delle Chimere in localit\u00e0 Sant&#8217;Andrea. (non visitabile chiusa al pubblico)<br \/>\nLe <strong>aree<\/strong> archeologiche etrusche <strong>visitabili<\/strong> sono quelle delle necropoli di <strong>Santa Maria in Borraccia e del Cancellone<\/strong>. L&#8217;insieme delle necropoli etrusche attorno a Magliano in Toscana furono costruite tra il VII e il VI secolo a.C.<\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Spiagge<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong>\u2022Cala di Forno:\u00a0<\/strong>la spiaggia si trova <strong>nel cuore del Parco naturale della Maremma<\/strong> ed \u00e8 raggiungibile dopo un paio d&#8217;ore di cammino lungo i sentieri; l&#8217;ambiente risulta essere incontaminato, con la sabbia dorata fine che assume un colore tendente al bianco sotto il sole potente della primavera e dell&#8217;estate maremmana.<\/p>\n<p>Il luogo \u00e8 <strong>raggiungibile<\/strong> <strong>solo<\/strong> nel periodo compreso <strong>tra l&#8217;autunno e la primavera;<\/strong> nei mesi estivi vengono chiusi i sentieri che conducono alla spiaggia. Il motivo che giustifica tale chiusura \u00e8 essenzialmente legato alla conservazione dell&#8217;ambiente: infatti, mentre da un lato si riduce il rischio di incendi durante i pi\u00f9 aridi mesi estivi, si evita, dall&#8217;altro, che, nel periodo di alta stagione, il turismo di massa possa compromettere l&#8217;ecosistema di un&#8217;area, protetta appunto, caratterizzata da un elevato valore bio-naturalistico.<br \/>\nTuttavia, il microclima ottimale pu\u00f2 permettere piacevoli soste ed esposizioni al sole anche nel periodo invernale.<\/p>\n<p>\u2022<strong>Spiaggia di Collelungo<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2610\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-400x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-250x188.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-650x488.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-800x600.jpg 800w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno-1200x900.jpg 1200w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cala_di_forno.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Curiosit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Il Disco di Magliano<\/strong> \u00e8 un <strong>manufatto etrusco in piombo<\/strong> di forma tondeggiante del diametro di circa 8 cm, ritrovato nel 1882 e datato V-IV secolo a.C. Si trova oggi conservato nel museo Archeologico di Firenze.<br \/>\nPorta incisa su due lati una <strong>scritta in etrusco<\/strong>, spiraleggiante dall&#8217;esterno verso il centro,<strong> contenente circa 70 parole<\/strong>, e per questo da annoverarsi fra i testi pi\u00f9 lunghi in lingua etrusca. L&#8217;interpretazione del testo sembra indicare che si tratta di <strong>norme per sacrifici da compiersi in offerta alle divinit\u00e0<\/strong> Tin, Maris, Calu e Canthas in dati tempi e luoghi.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto ricorda per la sua forma il pi\u00f9 celebre disco di Festo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il territorio comunale, ricco di numerosi insediamenti di epoca\u00a0etrusca, comprende le caratteristiche localit\u00e0 di\u00a0Pereta\u00a0e\u00a0Montiano, di origini medievali. Il centro storico \u00e8 circondato da una cinta muraria edificata tra il tardo\u00a0Medioevo\u00a0e il\u00a0Rinascimento. Esso si estende su una superficie totale appena superiore ai 250 km\u00b2, che interessa la parte centrale della Maremma grossetana e l&#8217;area nord-occidentale delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2373,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[314,1,280],"tags":[],"class_list":["post-2372","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-maremma","category-natura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2372"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2372"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2613,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2372\/revisions\/2613"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2373"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}