{"id":2380,"date":"2023-01-24T15:15:00","date_gmt":"2023-01-24T14:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2380\/"},"modified":"2023-01-31T17:50:09","modified_gmt":"2023-01-31T16:50:09","slug":"i-forti-spagnoli-di-porto-ercole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/i-forti-spagnoli-di-porto-ercole\/","title":{"rendered":"I Forti spagnoli di Porto Ercole"},"content":{"rendered":"<p>Il territorio dell&#8217;Argentario \u00e8 conosciuto per le sue spiagge ed \u00e8 centro di rilevanza internazionale per la vela e la nautica da diporto, ma vi sono anche <strong>bellezze architettoniche dell&#8217;epoca rinascimentale<\/strong> come i <em>Forti<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Forte Stella (Porto Ercole)<\/strong><br \/>\nIn passato, costituiva uno dei baluardi del sistema difensivo del promontorio dell&#8217;Argentario, esso si presenta come un&#8217;imponente fortificazione, caratterizzata dalla presenza di due fortilizi, uno esterno ed uno interno.<br \/>\nLa fortificazione venne edificata dagli Spagnoli nella seconda met\u00e0 del Cinquecento.<br \/>\nL&#8217;area in cui sorge il forte propriamente detto \u00e8 delimitata da un fortilizio esterno; esternamente si articolava in passato un sistema di fossati che rendevano ancor pi\u00f9 protetto e sicuro l&#8217;accesso al complesso. Per superare il fortilizio esterno \u00e8 necessario percorrere una lunga rampa in ascesa che conduce alla porta che si apre sul lato nord-orientale della cortina muraria esterna. La porta di accesso al complesso \u00e8 preceduta da un ponte che ha sostituito in epoca moderna il perduto ponte levatoio originario.<\/p>\n<p>L&#8217;area racchiusa all&#8217;interno del fortilizio esterno bastionato costituisce il basamento su cui sorge il forte propriamente detto, realizzato sul preesistente Forte Sant&#8217;Ippolito, con spessissime e alte cortine murarie, sopra il quale poggia il parapetto, dotato di camminamento di ronda, che delimita l&#8217;ampia terrazza sommitale, originariamente usata dalle sentinelle per funzioni di avvistamento e per inviare segnalazioni luminose alle altre torri in caso di pericolo. Lungo le cortine murarie del fortilizio interno si aprono numerose feritoie, a protezione ulteriore del cuore della struttura difensiva costiera. Al vertice orientale del fortilizio interno si \u00e8 conservata una delle originarie garitte con campanile a vela, che caratterizzavano originariamente ciascun vertice del forte propriamente detto.<\/p>\n<p>All&#8217;interno, si tengono mostre e rassegne culturali durante il periodo estivo. L&#8217;illuminazione naturale degli ambienti interni \u00e8 data da un&#8217;apertura a forma esagonale che si apre al centro della terrazza sommitale.<\/p>\n<p><strong>Forte Santa Caterina<\/strong><br \/>\nLa fortificazione venne costruita nella prima met\u00e0 del <strong>Settecento dagli Spagnoli<\/strong>, nel luogo in cui sorgeva, probabilmente, una preesistente struttura difensiva perduta; divenne un luogo specializzato negli attacchi contro eventuali imbarcazioni nemiche che si avvicinassero a questo tratto di <strong>costa dello Stato dei Presidi.<\/strong><br \/>\nIl forte Santa Caterina si sviluppa a <strong>pianta pentagonale irregolare<\/strong>, con possenti e spesse cortine murarie a scarpa, a tratti rivestite in pietra e a tratti in intonaco scialbato.<br \/>\nLe cortine murarie presentano altre aperture (feritoie e finestre), dove un tempo erano collocate le cannoniere. Ad ognuno dei due angoli rivolti verso il mare, si trova un posto di guardia a sezione semicircolare, privo di copertura, poggiante su una mensola sporgente a forma di semicono rovesciato.<\/p>\n<p>L&#8217;accesso al fabbricato avviene attraverso una porta ad arco, che si apre presso il rivellino, sopra la quale si apre una finestra rettangolare; nella parte alta \u00e8 collocato uno stemma dello Stato dei Presidii.<\/p>\n<p>All&#8217;interno del complesso sorgeva originariamente anche una polveriera, oltre ai locali adibiti agli alloggi delle guarnigioni militari.<\/p>\n<p><strong>Forte Filippo<\/strong><br \/>\nL&#8217;attuale fortificazione venne costruita dall&#8217;architetto Giovanni Camerini poco dopo la <strong>met\u00e0 del Cinquecento<\/strong>, nel luogo dove sorgeva una struttura di avvistamento di epoca precedente, per implementare e migliorare il sistema difensivo dello Stato dei Presidi.<\/p>\n<p>Tra la fine del Settecento e i primi anni dell&#8217;Ottocento furono<em> effettuati vari interventi di ristrutturazione<\/em>, dai Francesi durante il periodo napoleonico e dai Lorena dopo il passaggio dell&#8217;intero territorio nel granducato di Toscana. Proprio in quest&#8217;epoca fu decisa la realizzazione della cappella di San Nicola al posto di quella preesistente tardocinquecentesca.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia il complesso fu gradualmente dismesso dalle originarie funzioni militari, per essere poi trasformato in carcere alla fine dell&#8217;Ottocento e, durante la seconda guerra mondiale, divenne luogo di rifugio per la popolazione durante i numerosi bombardamenti che colpirono la zona.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del secolo scorso il complesso fu ceduto a privati, in seguito restaurato e riportato agli antichi splendori; i fabbricati situati all&#8217;interno del fortilizio, che in passato erano adibiti a funzioni militari, sono stati trasformati in edifici abitativi. Prima che venissero effettuati i definitivi interventi di ristrutturazione, il complesso appartenne anche ai principi Corsini di Firenze.<\/p>\n<p>Il forte Filippo si presenta come un imponente complesso fortificato che si sviluppa a <strong>pianta quadrangolare<\/strong>, con un fortilizio che delimita l&#8217;intera struttura difensiva costituito da una doppia cortina muraria con massiccio basamento a scarpa cordonato, che a sua volta racchiude un ampio e profondo fossato che divide il fortilizio esterno da quello interno.<br \/>\n<strong>Le doppie mura di cinta <\/strong>delimitano a ciascun angolo un doppio bastione di forma triangolare, esterno ed interno, oltre ad un quinto bastione singolo minore che si sviluppa a pianta pentagonale sporgendo dalla cortina muraria esterna lungo il lato settentrionale del complesso. In alcuni tratti si \u00e8 conservato il camminamento di ronda lungo i parapetti murari del fortilizio. La particolarit\u00e0 architettonica che contraddistingue nell&#8217;insieme il fortilizio \u00e8 l&#8217;asimmetria dei bastioni angolari, che lungo le cortine murarie esterne conservano le nicchie ove venivano collocate le armi di attacco e di difesa attiva. Dal bastione settentrionale, una cortina muraria si distacca ponendosi a protezione del sentiero di collegamento tra la fortificazione e la vicina torre del Mulinaccio, mentre a est vi erano collegamenti in superficie con il forte Santa Caterina.<br \/>\nL&#8217;accesso alla fortificazione avviene dal lato orientale del complesso, dove una porta d&#8217;ingresso ad arco tondo si apre presso il rivellino immettendo sul caratteristico ponte levatoio che conduce alla seconda porta che si apre lungo la cortina muraria interna rivestita in pietra: quest&#8217;ultima porta si presenta ad arco ribassato rivestito in travertino, sopra il quale \u00e8 collocato una grande stemma della Spagna.<\/p>\n<p>Dall&#8217;<strong>ampio cortile <\/strong>interno sono raggiungibili gli edifici che in passato erano adibiti a funzioni militari. Essi ospitavano una polveriera, un presidio di primo soccorso, gli alloggi delle sentinelle e magazzini di deposito; tra loro spicca ancora la presenza del corpo di fabbrica ad aula unica della settecentesca cappella di San Nicola. Vari fabbricati sono adibiti ad abitazioni a seguito dei restauri effettuati nella seconda met\u00e0 del secolo scorso.<\/p>\n<p>In alcuni ambienti interni \u00e8 stato allestito un museo privato visitabile su appuntamento. Vicino al Forte vi \u00e8 la <strong>Torre del Mulinaccio<\/strong>, che fu trasformata\u00a0in un mulino a vento. Da allora, le funzioni di avvistamento si svolsero all&#8217;interno dell&#8217;area all&#8217;aperto racchiusa dalla cortina muraria di cinta.<\/p>\n<p>La struttura turriforme, sotto forma di <strong>ruderi.\u00a0<\/strong>La trasformazione dell&#8217;originaria struttura difensiva costiera in mulino comport\u00f2, tuttavia, gi\u00e0 all&#8217;epoca una modifica degli originari elementi architettonici che la caratterizzavano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Bastione di Santa Barbara<\/strong><\/h3>\n<p>Una <strong>fortificazione costiera,<\/strong> \u00e8 parte integrante sia del sistema difensivo del\u00a0promontorio dell&#8217;Argentario\u00a0sia di quello del borgo, essendo di fatto parte integrante delle\u00a0mura di Porto Ercole.<br \/>\nLe funzioni a cui erano adibito erano quelle di avvistamento, di difesa e offesa, essendo in posizione dominante rispetto al\u00a0Porto Vecchio di Porto Ercole, che era l&#8217;infrastruttura che doveva proteggere.<br \/>\nIl\u00a0bastione\u00a0rimase intatto nei propri elementi architettonici fino al\u00a01846, anno in cui la fortificazione sub\u00ec <strong>gravi danni<\/strong> per un leggero evento franoso.<\/p>\n<p>Il\u00a0bastione\u00a0si caratterizza per <strong>strutture murarie rivestite in pietra<\/strong>, che nella parte alta sommitale delimitano la terrazza, che si sviluppa poco al di sotto del livello della piazza principale del borgo, alla cui estremit\u00e0 opposta si affaccia il\u00a0palazzo dei Governanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il territorio dell&#8217;Argentario \u00e8 conosciuto per le sue spiagge ed \u00e8 centro di rilevanza internazionale per la vela e la nautica da diporto, ma vi sono anche bellezze architettoniche dell&#8217;epoca rinascimentale come i Forti. Forte Stella (Porto Ercole) In passato, costituiva uno dei baluardi del sistema difensivo del promontorio dell&#8217;Argentario, esso si presenta come un&#8217;imponente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2381,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2380","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2380"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2380"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2669,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2380\/revisions\/2669"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}