{"id":2441,"date":"2023-01-25T10:45:12","date_gmt":"2023-01-25T09:45:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2441\/"},"modified":"2023-01-31T16:23:41","modified_gmt":"2023-01-31T15:23:41","slug":"pitigliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/pitigliano\/","title":{"rendered":"Pitigliano"},"content":{"rendered":"<p>Il caratteristico centro storico \u00e8 noto come <strong>la piccola Gerusalemme<\/strong> per la storica presenza di una <strong>comunit\u00e0 ebraica<\/strong> da sempre ben integrata nel contesto sociale che qui ha la propria sinagoga.<br \/>\nArrivando a Pitigliano dal mare, si notano le caratteristiche case che sporgono da un grande sperone di <strong>tufo<\/strong>, assolutamente a strapiombo.<br \/>\nLa rupe di Pitigliano \u00e8 circondata su tre lati da altrettanti burroni, pieni di grotte scavate nel tufo; nel fondovalle scorrono i corsi d&#8217;acqua Lente, Meleta e Prochio.<\/p>\n<p>Pitigliano era gi\u00e0 un luogo frequentato e abitato sin dai <strong>tempi degli etruschi<\/strong>, quando qui furono fondati numerosi <strong>insediamenti scavati nel tufo<\/strong> e attestati dalla tarda et\u00e0 del Bronzo (XII-XI secolo a.C.). Anche nel luogo dove oggi sorge il paese era situato un centro etrusco, testimoniato dai <strong>resti delle mura rinvenuti nel quartiere di Capisotto<\/strong> e poi scomparso tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C.<br \/>\nGli <strong>Orsini<\/strong> governarono la Contea di Pitigliano per secoli, difendendole dai continui tentativi di sottomissione da parte di Siena e Orvieto prima, e della Firenze medicea poi. Fu solo nel 1574 che Niccol\u00f2 IV Orsini cedette la fortezza ai Medici e nel 1604 Pitigliano fu annessa al granducato di Toscana, ceduta dal conte Gian Antonio Orsini per saldare i propri debiti. I Medici tuttavia si disinteressarono delle sorti della citt\u00e0, che cadde presto in declino, e soltanto nel 1737, anno in cui il granducato pass\u00f2 ai Lorena, Pitigliano conobbe una lenta ripresa economica e culturale.<\/p>\n<h2><em><strong>Luoghi da visitare<\/strong><\/em> nel centro storico:<\/h2>\n<p><strong>\u2022Palazzo Orsini<\/strong>, imponente <strong>palazzo fortificato<\/strong>, costruito come rocca dagli Aldobrandeschi (XI-XII secolo) e poi sede della contea degli Orsini. L&#8217;aspetto attuale \u00e8 dovuto ad alcune ristrutturazioni effettuate dai Lorena tra il 1777 e il 1840, anche se in epoche recenti la Sovrintendenza ai beni artistici e culturali di Siena e Grosseto ha imposto un&#8217;intonacatura esterna di dubbia qualit\u00e0.<br \/>\nIl complesso ospita all&#8217;interno il <strong>museo diocesano di Palazzo Orsini<\/strong>, ricco di <strong>opere d&#8217;arte<\/strong> che coprono un periodo di tempo dal <strong>medioevo all&#8217;et\u00e0 moderna<\/strong>, e il <strong>museo civico archeologico<\/strong>, dove sono custoditi vari reperti provenienti dalle vicine aree archeologiche.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2651 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-400x279.jpg\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-400x279.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-250x175.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-768x537.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-650x454.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-150x105.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-800x559.jpg 800w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-1200x838.jpg 1200w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-1600x1118.jpg 1600w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pitigliano_Palazzo_Orsini-2000x1397.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/p>\n<p><strong>\u2022Il parco Orsini<\/strong>, si trova in localit\u00e0 Poggio Strozzoni, un colle che porta questo nome per il delitto perpetrato dal conte Orso Orsini sulla moglie, sospettata di tradimento. \u00c8 stato realizzato alla fine del XVI secolo su modello del parco dei mostri di Bomarzo. Si conservano alcune <strong>sculture<\/strong> e i due<strong> monumentali troni,<\/strong> sedili in pietra sul crinale del poggio.<\/p>\n<p><strong>\u2022Sinagoga di Pitigliano<\/strong>, sinagoga <strong>cinquecentesca<\/strong>, all&#8217;interno della quale spiccano l&#8217;Aron sulla parete di fondo e la Tev\u00e0 al centro; sulle pareti sono <strong>conservate iscrizioni di versetti biblici<\/strong> mentre in alto si trova il matroneo riservato alle donne. Sotto il tempio ebraico si trovano i locali per il bagno rituale, il suggestivo forno delle azzime, la macelleria kasher, la cantina kasher e la tintoria.<\/p>\n<p><strong>\u2022Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo<\/strong>, <strong>duomo di Pitigliano<\/strong>, \u00e8 stata edificata in epoca medievale, rimaneggiata durante il XVI secolo e profondamente modificata nelle epoche successive. La <strong>facciata tardo-barocca<\/strong> \u00e8 fiancheggiata sulla sinistra dal campanile che si presenta intonacato nella parte inferiore sopra la quale ha mantenuto l&#8217;aspetto originario in tufo risalente al periodo medievale. L&#8217;<strong>interno<\/strong> della cattedrale, in stile<strong> barocco<\/strong> a navata unica con cappelle laterali, custodisce<strong> varie opere d&#8217;arte<\/strong> che spaziano prevalentemente tra il XVII e il XIX secolo. Tra le varie si ricordano due<strong> tele<\/strong> della &#8220;<strong>vita di san Gregorio<\/strong>&#8221; \u2013 Arrigo IV a Canossa e la predestinazione del giovane Ildebrando \u2013 del pittore mancianese <strong>Pietro Aldi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022Santuario della Madonna delle Grazie<\/strong>, sorto nel XIV secolo come <strong>cappella rurale,<\/strong> venne trasformato in <strong>santuario dedicato alla Vergine<\/strong> nel corso del XVI secolo e ampliato in epoche successive quando il luogo divenne <strong>sede di una comunit\u00e0 di francescani.<\/strong> \u00c8 stato restaurato nel 1962.<br \/>\nL&#8217;interno della chiesa si presenta ad aula unica, con <strong>altari<\/strong> arricchiti da semplici <strong>decorazioni manieriste e barocche<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>campanile<\/strong> si eleva all&#8217;esterno della chiesa, addossato alla parte posteriore del fianco laterale sinistro.\u00a0Dietro il fianco laterale sinistro della chiesa, poco oltre il campanile, sono visibili i <strong>resti di una piccola cappella<\/strong>.<\/p>\n<p>\u2022<strong>L&#8217;oratorio rupestre,\u00a0<\/strong>situato presso la Porta di Savona, si tratta di una <strong>piccola grotta<\/strong> di forma ellissoidale adibita a luogo di culto risalente a IV secolo che si apre nella rupe che costeggia la strada.<\/p>\n<p><strong>\u2022Chiesa di San Rocco<\/strong>, situata tra via Vignoli e il vicolo San Rocco, risale al XV secolo, ma dopo anni di abbandono e incuria \u00e8 stata sconsacrata e adibita ad abitazione privata. Oggi sulla facciata \u00e8 presenta una nicchia con una statua.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2656 alignright\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-400x344.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-400x344.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-250x215.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-768x660.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-650x559.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-150x129.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-800x688.jpg 800w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-1200x1032.jpg 1200w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano-1600x1376.jpg 1600w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Panorama_Cimitero_Ebraico_Pitigliano.jpg 1889w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>\u2022<strong>Il cimitero ebraico<\/strong> \u00e8 situato al di l\u00e0 del torrente Melata che delimita a sud il paese, fu costruito nel corso della seconda <strong>met\u00e0 del Cinquecento<\/strong> come <strong>luogo di sepoltura<\/strong> per gli appartenenti alla comunit\u00e0 ebraica di Pitigliano, da sempre piuttosto numerosa e ben integrata nel tessuto sociale della cittadina dell&#8217;Area del Tufo.<\/p>\n<p>La <strong>costruzione<\/strong> fu voluta da<strong> Niccol\u00f2 IV Orsini<\/strong>, che inizialmente don\u00f2 al suo medico la corrispondente area per poter costruire la tomba ove potesse essere sepolta la moglie di religione ebraica. In seguito, fu autorizzata la realizzazione di un vero e proprio spazio cimiteriale in questa sede, per poter dare all&#8217;intera comunit\u00e0 ebraica pitiglianese uno spazio in cui poter seppellire i propri cari.<\/p>\n<p>L&#8217;origine del cimitero ebraico di Pitigliano <strong>gett\u00f2 le basi per la costruzione della Sinagoga<\/strong> all&#8217;interno delle mura cittadine: il tempio venne infatti realizzato nel corso dell&#8217;ultimo decennio del XVI secolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2653 alignleft\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Fontana_delle_Sette_Cannelle_-_panoramio-400x264.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p>\u2022All&#8217;interno di <strong>Piazza della Repubblica<\/strong> c&#8217;\u00e8 la <strong>Fontana delle Sette cannelle<\/strong>, caratteristica fontana realizzata nel 1545.<br \/>\nL&#8217;attuale denominazione fu conferita attorno alla met\u00e0 del Settecento, quando risultavano oramai aperte le sette cannelle che da allora hanno contraddistinto la fontana. Essa si presenta come un&#8217;opera imponente e monumentale, grazie alla <strong>presenza della testata dell&#8217;acquedotto<\/strong> da cui attinge l&#8217;acqua necessaria al suo funzionamento.<\/p>\n<p>La testata \u00e8 costituita da cinque imponenti arcate rivestite in<strong> conci di tufo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le cannelle,<\/strong> da cui attualmente sgorga l&#8217;acqua che poi viene scaricata nella sottostante vasca di reflusso, sono pregevolmente decorate da <strong>opere scultoree<\/strong>, realizzate in <strong>epoche e stili diversi<\/strong>, ciascuna delle quali raffigura la<strong> testa di un animale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u2022L&#8217;acquedotto Mediceo<\/strong> \u00e8 una <strong>struttura di ingegneria idraulica<\/strong> concepita per il rifornimento idrico del borgo di Pitigliano.<\/p>\n<p>I lavori di <strong>costruzione<\/strong> dell&#8217;infrastruttura iniziarono a partire dal <strong>Cinquecento<\/strong>, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. In quell&#8217;epoca gli Orsini decisero di migliorare il servizio di approvvigionamento idrico, sia alla loro residenza che all&#8217;intera citt\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2654 alignright\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Acquedotto_e_Palazzo_Orsini_a_Pitigliano-400x333.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Acquedotto_e_Palazzo_Orsini_a_Pitigliano-400x333.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Acquedotto_e_Palazzo_Orsini_a_Pitigliano-250x208.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Acquedotto_e_Palazzo_Orsini_a_Pitigliano-150x125.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Acquedotto_e_Palazzo_Orsini_a_Pitigliano.jpg 635w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>La realizzazione dell&#8217;opera fu notevolmente complicata dalle asperit\u00e0 del territorio che presentava una fortissima pendenza tra l&#8217;abitato di Pitigliano e la sottostante valle solcata da ben<strong> tre corsi d&#8217;acqua<\/strong>.<\/p>\n<p>Proprio nel corso del <strong>Seicento,<\/strong> i <strong>Medici<\/strong> portarono avanti i lavori, riuscendo a <strong>completare l&#8217;opera<\/strong> che, ancora oggi, permette di coglierne l&#8217;imponenza e la maestosit\u00e0. L&#8217;acquedotto venne completato nel <strong>1639<\/strong>.In epoca<strong> settecentesca<\/strong> i Lorena effettuarono lavori di <strong>ristrutturazione<\/strong> che si conclusero con la realizzazione della successione delle piccole arcate.<\/p>\n<p>L&#8217;acquedotto, interamente <strong>rivestito in tufo<\/strong>, si integra pienamente sia con il contesto geologico della zona che con le altre architetture di epoca precedente.<\/p>\n<p><strong>\u2022Poggio Buco<\/strong> \u00e8 un <strong>sito archeologico etrusco,<\/strong>\u00a0nell&#8217;antichit\u00e0 era situata una <strong>fiorente citt\u00e0 etrusca<\/strong>, dipendente da Vulci e rivale con la vicina Pitigliano, <strong>abitata<\/strong> sin dalla tarda <strong>et\u00e0 del Bronzo<\/strong> (XII secolo a.C.). La <strong>citt\u00e0 \u00e8 scomparsa<\/strong> agli inizi del VI secolo a.C. per motivi sconosciuti e sconosciuto \u00e8 anche il nome che tale centro abitato possedeva. Per anni \u00e8 stato ipotizzato che l&#8217;area di Poggio Buco fosse il sito ove sorgeva la perduta citt\u00e0 di Statonia, ipotesi per\u00f2 poi confutata. Fanno parte di Poggio Buco i siti archeologici di Caravone, Insuglietti, Le Sparne, Selva Miccia.<\/p>\n<p>\u2022<strong>Le Vie Cave<\/strong>, denominate anche <strong>Cavoni<\/strong>, costituiscono una suggestiva <strong>rete viaria di epoca etrusca<\/strong> che <strong>collega vari insediamenti e necropoli<\/strong> nell&#8217;area compresa tra Sovana, Sorano e Pitigliano, sviluppandosi prevalentemente in trincea tra <strong>ripide pareti rocciose di tufo<\/strong>, a tratti alte <strong>oltre i venti metri:<\/strong> queste caratteristiche costituivano anche un <strong>efficace sistema di difesa<\/strong> contro possibili invasori.<\/p>\n<p>In <strong>epoca romana,<\/strong> le Vie Cave entrarono a far parte di un <strong>sistema viario<\/strong> che si <strong>connetteva<\/strong> al tronco principale della<strong> via Clodia,<\/strong> antica strada di collegamento tra Roma e Saturnia, attraverso la citt\u00e0 di Tuscania, che si diramava dalla via Cassia in territorio laziale.<\/p>\n<p>Le Vie Cave costituiscono <strong>oggi<\/strong> un <strong>habitat<\/strong> ideale per varie specie di <strong>felci.<\/strong><\/p>\n<p>Intorno a <strong>Pitigliano,<\/strong> si sviluppano <strong>varie Vie Cave<\/strong>, tra cui quella <strong>diretta<\/strong> verso l<strong>&#8216;<a href=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/parco-archeologico-citta-del-tufo\/\">area archeologica di Sovana<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Tra le altre, sono da ricordare:<br \/>\nLe Vie Cave <strong>del Gradone<\/strong>, a sud del centro al di l\u00e0 del fiume Meleta, ove si articola anche il Museo archeologico all&#8217;aperto Alberto Manzi.<br \/>\nLe Vie Cave<strong> di San Giuseppe.<\/strong><br \/>\nLe Vie Cave <strong>di Fratenuti.<\/strong><br \/>\nLe Vie Cave della <strong>Madonna delle Grazie,<\/strong> che si sviluppano a sud-ovest dell&#8217;abitato attorno al santuario della Madonna delle Grazie.<\/p>\n<p>Nel centro storico di Pitignano, possiamo trovare molte <strong>cantine scavate nel tufo<\/strong> e ottimi prodotti alimentari locali che potrete trovare nel centro storico.<br \/>\nL&#8217;area in cui sorge Pitigliano \u00e8 zona di <strong>produzione del vino Bianco<\/strong> di Pitigliano e del vino Rosso di Sovana, ognuno dei quali presenta alcune varianti in base ai disciplinari di produzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Museo archeologico all&#8217;aperto Alberto Manzi\u00a0<\/strong>\u00e8 un percorso didattico allestito nel pianoro del Gradone, all&#8217;interno delle suggestive Vie Cave.<br \/>\nL&#8217;idea \u00e8 nata durante il mandato amministrativo di Alberto Manzi, celebre educatore e pedagogista. Dopo la sua morte il progetto di realizzazione del museo all&#8217;aperto \u00e8 stato portato avanti, fino alla sua definitiva inaugurazione avvenuta il 3 luglio 2004. Gestito congiuntamente al museo civico archeologico, \u00e8 inserito nella rete museale provinciale Musei di Maremma.<\/p>\n<p>Il <strong>museo \u00e8 suddiviso<\/strong> in due aree: la &#8220;<strong>citt\u00e0 dei viv<\/strong>i&#8221; e la &#8220;<strong>citt\u00e0 dei morti<\/strong>&#8220;.\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2659 alignright\" src=\"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-400x600.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-400x600.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-250x375.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-650x975.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-150x225.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-800x1200.jpg 800w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-1200x1800.jpg 1200w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08-1600x2400.jpg 1600w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1920px-Pitigliano_via_cava_etrusca_il_cavone_08.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p>Nella prima area, la &#8220;<em><strong>citt\u00e0 dei vivi<\/strong><\/em>&#8220;, sono state allestite <strong>due abitazioni\u00a0<\/strong>che rappresentano l&#8217;antico abitato di Pitigliano. \u00c8 possibile ammirare un modello in scala reale di <strong>capanna circolare dell&#8217;et\u00e0 del Bronzo<\/strong> finale (XII-XI secolo a.C.), realizzato con alzato in impasto di argilla e paglia posizionato su una intelaiatura di pertiche e di canne; e un altro di un&#8217;<strong>abitazione etrusca<\/strong> dell<strong>&#8216;et\u00e0 arcaica<\/strong> (VII-VI secolo a.C.), in muratura e costituita da tre ambienti: la cucina, lo spazio per attivit\u00e0 femminili con focolare e telaio, e il thalamos, la camera degli sposi. Il percorso continua poi all&#8217;interno della via cava, finendo per affacciarsi su uno <strong>scorcio panoramico<\/strong> sulla\u00a0valle del torrente Meleta e sul cimitero ebraico di Pitigliano.<\/p>\n<p>Dopo aver proseguito per poco la via cava, si giunge alla cosiddetta &#8220;<strong>citt\u00e0 dei morti&#8221;<\/strong>, dove \u00e8 possibile ammirare le <strong>necropoli etrusche<\/strong>. Qui all&#8217;interno di una <strong>tomba<\/strong> \u00e8 stata allestita la sepoltura di un&#8217;immaginaria <strong>coppia di sposi<\/strong>, Velthur e Larthia, con tutto il<strong> ricco corredo<\/strong> che era solito accompagnare i defunti, con lo scopo di informare il visitatore dello svolgimento delle pratiche funerarie con l&#8217;ausilio di materiale fotografico che riproduce, grazie a dei figuranti, scene rituali etrusche con musica e danze. La visita continua all&#8217;interno di un bosco dove \u00e8 situata la <strong>necropoli del Gradone<\/strong>, che presenta una serie di tombe a camera a pianta cruciforme con dromos a gradini del VII secolo a.C.<\/p>\n<p>Uscendo dalla via cava il sentiero prosegue a destra e conduce alle rive del torrente Meleta: una volta oltrepassato il ponte pedonale si arriva alla monumentale <strong>necropoli di San Giovanni<\/strong>. La necropoli risale alla seconda met\u00e0 del VI secolo a.C. ed \u00e8 composta da <strong>varie tombe a camera scavate nel tufo<\/strong>; sono presenti anche una serie di <strong>tombe a cassone<\/strong> dell&#8217;et\u00e0 ellenistica (II secolo a.C.). Di questa area si rilevano <strong>due tombe a struttura monumentale.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Tradizioni e folclore<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022Torciata di San Giuseppe<\/strong>: <strong>tradizionale festa<\/strong> pitiglianese che si svolge ogni <strong>19 marzo<\/strong> per festeggiare l&#8217;<strong>arrivo della primavera<\/strong>. L&#8217;evento consiste in un <strong>corteo storico in costume<\/strong> che sfila per le <strong>vie del centro storico<\/strong> prima di arrivare in piazza Garibaldi, dove si assiste allo spettacolo degli sbandieratori e, una volta giunto il tramonto, all&#8217;<strong>incendio<\/strong> da parte dei torciatori di una catasta di fascine su cui \u00e8 stato posizionato un <strong>pupazzo di canne<\/strong>, chiamato &#8220;invernacciu&#8221;, che sta a <strong>simboleggiare l&#8217;inverno<\/strong>. Consumato il fal\u00f2, le <strong>ceneri<\/strong> vengono <strong>raccolte<\/strong> dalle donne e <strong>conservate<\/strong> nelle case in segno di<strong> buon auspicio.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caratteristico centro storico \u00e8 noto come la piccola Gerusalemme per la storica presenza di una comunit\u00e0 ebraica da sempre ben integrata nel contesto sociale che qui ha la propria sinagoga. Arrivando a Pitigliano dal mare, si notano le caratteristiche case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo. 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