{"id":2484,"date":"2023-01-25T18:19:29","date_gmt":"2023-01-25T17:19:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2484\/"},"modified":"2023-01-25T18:19:29","modified_gmt":"2023-01-25T17:19:29","slug":"val-di-cornia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/val-di-cornia\/","title":{"rendered":"Val di Cornia"},"content":{"rendered":"<p>La Val di Cornia costituisce l&#8217;<strong>estremo lembo meridionale della provincia di Livorno<\/strong>, sul territorio della Maremma Piombinese; si estende nell&#8217;area a cavallo tra la Maremma Livornese (storicamente Maremma Pisana) e la Maremma Grossetana nei pressi della foce dell&#8217;omonimo fiume.<\/p>\n<p>Il territorio risulta p<strong>revalentemente collinare nell&#8217;entroterra<\/strong> dove si insinua verso le ultime propaggini sud-occidentali delle Colline Metallifere e si inoltra nella parte meridionale della provincia di Pisa lambendo la Val di Cecina; \u00e8 <strong>pianeggiante invece lungo la fascia costiera<\/strong>, fatta eccezione per il promontorio di Piombino che separa l&#8217;omonima citt\u00e0 (che ne \u00e8 capoluogo e sede del Circondario) dal Golfo di Baratti, sulla cui sommit\u00e0 settentrionale sorge il borgo medievale di Populonia che si \u00e8 sviluppato presso la preesistente citt\u00e0 etrusca con le relative necropoli.<\/p>\n<p>L&#8217;area include lungo la fascia costiera il territorio comunale di Piombino e quello di San Vincenzo, mentre nell&#8217;entroterra interessa i comuni di Campiglia Marittima, Suvereto, Sassetta, Monteverdi Marittimo.<\/p>\n<p>La zona si caratterizza per <strong>aree archeologiche di epoca etrusca<\/strong>, tra le quali spiccano quelle del Golfo di Baratti e di Populonia, e per i centri storici di epoca medievale. Notevole \u00e8 inoltre la <strong>ricchezza del sottosuolo<\/strong>, sfruttato per le numerose miniere gi\u00e0 dai tempi degli Etruschi.<\/p>\n<p>Storicamente la Val di Cornia <strong>ha fatto parte in epoca medievale della Repubblica di Pisa<\/strong> fino al 1399, anno in cui gli Appiani fondarono la Signoria, poi Principato di Piombino, che comprendeva oltre a questo territorio anche la Val di Pecora, Val Bruna e le isole Elba, Pianosa e Montecristo. Dopo la caduta di Napoleone (il Principato era retto da Elisa Bonaparte), il <strong>territorio<\/strong> fu annesso al <strong>Granducato di Toscana<\/strong>, fino alla costituzione dello Stato Italiano.<\/p>\n<p>Molto conosciuti a livello nazionale e internazionale sono i <strong>vini della Val di Cornia DOC<\/strong>, come il Val di Cornia rosso.<\/p>\n<p>La zona di produzione della d.o.c. Val di Cornia \u00e8 una grande area che comprende i comuni di Suvereto, Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Sassetta in provincia di Livorno ed il comune di Monteverdi in provincia di Pisa. I vini prodotti nei territori del comune di Suvereto hanno diritto alla denominazione di sottozona &#8220;Suvereto&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Clima<\/strong><\/span><br \/>\nIl clima della Val di Cornia risulta particolarmente <strong>mite lungo la costa<\/strong>, dove le precipitazioni si aggirano su valori prossimi ai 600 mm annui, mentre nell&#8217;entroterra tendono ad aumentare sia l&#8217;escursione termica che le precipitazioni.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Bonifica<\/strong><\/span><br \/>\nLa Val della Cornia, nell&#8217;allora Maremma pisana, fu oggetto di <strong>sporadiche e limite operazioni di bonifica e di irreggimentazione della acque<\/strong>. <strong>Il fiume Cornia<\/strong>, col suo regime torrentizio, era il <strong>principale autore delle periodiche inondazioni<\/strong> che flagellavano i terreni circostanti. Gi\u00e0 dal Seicento il suo tratto finale venne rettificato in un canale pressoch\u00e9 rettilineo, conosciuto come Fosso Reale che dalla &#8220;Bandita delle cavalle&#8221;.\u00a0 L\u2019altro aspetto che in gran parte vanific\u00f2 la corretta bonifica dei terreni della bassa Val della Cornia era la presenza del confine internazionale del principato di Piombino che a valle ad a monte non prendeva provvedimenti congiunti per migliorare la situazione idrica della zona.<\/p>\n<p>Anche il Fosso Cosimo, scavato alla fine del Cinquecento, parallelo al corso finale della Cornia con funzione di scolmatore, era pressoch\u00e9 inutilizzato perch\u00e9 riempito di vegetazione e detriti. La Fossa del Diavolo fu scavata per raccogliere le acque reflue del Piano di Roviccione e della Bandita delle cavalle e, attraversando il Fosso Cosimo, entrava nel confine di Piombino. La Fossa de La Cornaccia scendeva verso lo stagno di Piombino dalla bandita del Capannone o delle Cavalle, detta gi\u00e0 la Banditaccia, e rasentando la bandita dei puledri (polledri) arrivava al guado di Sasso fino a rasentare la tenuta della Lavoreria prima di attraversare il confine piombinese. Il Fosso Rocchio o Verrocchio correva invece a nord della suddetta bandita, mentre la Fossa Calda, scavata nel 1525, partendo dal lago della Caldana presso La Venturina, attraversava la bandita dei puledri per piegare poi verso ovest e defluire nel Padule di Mulinaccio fino ad alimentare le acque del lago di Rimigliano o di Campiglia. Infine il Fosso Prezzanese o del Pero Sanese raccolte le acque del Piano di Ulceratico discendeva dalla Via di Citerna sotto Campiglia fino alla Cornia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Val di Cornia costituisce l&#8217;estremo lembo meridionale della provincia di Livorno, sul territorio della Maremma Piombinese; si estende nell&#8217;area a cavallo tra la Maremma Livornese (storicamente Maremma Pisana) e la Maremma Grossetana nei pressi della foce dell&#8217;omonimo fiume. 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