{"id":2490,"date":"2023-01-26T10:24:07","date_gmt":"2023-01-26T09:24:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2490\/"},"modified":"2023-01-26T10:24:07","modified_gmt":"2023-01-26T09:24:07","slug":"monti-della-tolfa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/monti-della-tolfa\/","title":{"rendered":"Monti della Tolfa"},"content":{"rendered":"<p>I Monti della Tolfa sono una serie di <strong>colline di origine vulcanica<\/strong> che fanno parte dell&#8217;Antiappennino Laziale, delimitati a ovest e a sud dalla costa tirrenica compresa tra Civitavecchia e Santa Severa, a est dai Monti Sabatini e a nord dal fiume Mignone e dai Monti Cimini.<\/p>\n<p>I <strong>fiumi che attraversano il territorio<\/strong>, e che sfociano sul mare Tirreno, sono, seguendo il litorale da Nord verso Sud:<br \/>\n<em>\u2022Fiume Mignone<\/em><br \/>\n<em>\u2022Fosso del Marangone<\/em><br \/>\n<em>\u2022Fosso di Castelsecco<\/em><br \/>\n<em>\u2022Rio Fiume<\/em><br \/>\nDi questi i pi\u00f9 importanti sono il <strong>Mignone ed il Rio Fiume<\/strong>. Il Mignone nasce sui monti Sabatini, ed attraversa il territorio dei Monti della Tolfa da Est a Ovest segnando il confine settentrionale di questi. Il Rio Fiume nasce dalla confluenza di numerosi torrenti che scaturiscono nell&#8217;area compresa fra il Monte Tolfaccia e il Monte Acqua Tosta.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Geologia<\/span><\/strong><br \/>\nI monti della Tolfa sono <strong>costituiti<\/strong> prevalentemente da <strong>trachiti<\/strong> formatesi a seguito delle intense <strong>attivit\u00e0 di vulcanesimo acido<\/strong> che hanno interessato la zona di Tolfa, Cerveteri e Manziana tra l&#8217;Eocene e l&#8217;inizio del Pleistocene. Queste attivit\u00e0 hanno originato nel territorio <strong>tre<\/strong> <strong>settori<\/strong> con caratteristiche morfologiche assai differenti:<\/p>\n<p>Il primo settore, collocato tra Tolfa e Allumiere, presenta una <strong>orografia pi\u00f9 marcata<\/strong> (vulcaniti in domi e depositi ignimbritici) con rilievi che possono superare i 600 m (Monte delle Grazie e Monte Sassicari).<br \/>\nIl secondo settore \u00e8 quello tra Tolfa e Civitavecchia, con il gruppo della Tolfaccia, ed \u00e8 costituito da <strong>strutture laviche isolate<\/strong> che formano pareti molto ripide.<br \/>\nIl terzo settore \u00e8 caratterizzato da un&#8217;<strong>ampia zona collinare<\/strong>, che circonda l&#8217;intero sistema montuoso e presenta versanti dolci che scendono gradatamente verso la valle attraversata dal Mignone.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Minerali<\/span><\/strong><br \/>\nA partire dal pleistocene le <strong>rocce sedimentarie e ignee<\/strong> del territorio dei Monti della Tolfa sono state interessate da<strong> fenomeni di trasformazione<\/strong> che hanno portato alla <strong>formazione di vari tipi di minerali<\/strong>. Questi fenomeni sono il risultato di una notevole <strong>circolazione di fluidi nel basamento sedimentario<\/strong> e della presenza di elevate <strong>variazioni termiche<\/strong> causate dall&#8217;esistenza in <strong>profondit\u00e0 di masse magmatiche<\/strong> che hanno fatto da \u201cmotore\u201d per la circolazione dei fluidi.<br \/>\nI risultati finali di questi processi di mineralizzazione portano a risultati (minerali) diversi a seconda della natura delle rocce interessate e dalle condizioni chimico-fisiche dell&#8217;ambiente in cui sono avvenuti questi processi. Questi processi hanno quindi formato nel territorio ricchi di <strong>giacimenti di caolino<\/strong> e di altri minerali quali: <em>blenda, galena, pirite, alunite e cinabro<\/em>. Un altro minerale presente sul territorio \u00e8 la <em><strong>wavellite<\/strong><\/em>, molto raro in Italia e la cui presenza, oggi definitivamente confermata nel territorio di Allumiere, riveste una grande importanza dal punto di vista scientifico.<\/p>\n<p><em><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Alunite a allume<\/span><\/strong><\/em><br \/>\nParticolarmente rilevanti sono i <strong>giacimenti di alunite<\/strong>, da cui si estrae l&#8217;allume. L&#8217;allume \u00e8 un <strong>sale<\/strong> che in passato rivestiva una notevole importanza per varie lavorazioni, fra cui quelle delle industrie tessili in cui era usato come <strong>fissatore per i colori<\/strong> e nella <strong>lavorazione della lana<\/strong>, delle <strong>industrie della carta,<\/strong> nella lavorazione delle <strong>pelli<\/strong> e in <strong>medicina<\/strong> per le sue capacit\u00e0 emostatiche.<\/p>\n<p>La scoperta di giacimenti di questo minerale avvenne intorno al 1460, ad opera di un funzionario dello Stato Pontificio, Giovanni da Castro, che osservando la presenza sul territorio di piante di agrifoglio, gi\u00e0 riscontrato in Turchia, che allora era il luogo di principale produzione della sostanza, ebbe l&#8217;intuizione che poteva esserci nel terreno presenza di alunite. La scoperta iniziale avvenne nei pressi dell&#8217;attuale frazione di Allumiere, La Bianca.<\/p>\n<p>Lo sfruttamento industriale dei giacimenti ebbe inizio nel 1462 e prosegu\u00ec per oltre tre secoli seguendo la tecnica dello scavo a cielo aperto, ed alterando quindi pesantemente la fisionomia del paesaggio che anche oggi rivela le spaccature ed i crateri praticati per l&#8217;estrazione del materiale.<\/p>\n<p>Dopo il 1500 la produzione dell&#8217;allume entr\u00f2 in una fase di intenso sfruttamento; gli impianti di produzione vennero spostati ai piedi del Monte delle Grazie, venne costruito uno stabilimento per la lavorazione del minerale con tanto di acquedotto e un villaggio per gli operai. Il complesso venne chiamato Le allumiere e diventer\u00e0 successivamente l&#8217;attuale paese di Allumiere.<\/p>\n<p>Nei duecento anni successivi le cave di Monti della Tolfa divennero le pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa, vennero aperte molte nuove cave in varie localit\u00e0 del territorio: nella zona del Castagneto, lungo la strada che porta alla localit\u00e0 Le Cave, abbiamo i siti della Cava Grande, della Gregoriana, della Cavetta e della cava Clementina. Alle pendici dei monti del Castagneto, che risulter\u00e0 poi la zona con i pi\u00f9 ricchi giacimenti di alunite, si annoverano la cava Castellina, la Cava dei Romani e la cava Rotella.<\/p>\n<p>Nel 1725 venne avviata l&#8217;estrazione da una nuova cava, oggi conosciuta come Cavaccia, che risulter\u00e0 essere la cava pi\u00f9 grande. Gli scavi alterarono profondamente il territorio creando nella montagna una sorta di canyon con pareti verticali di oltre 50 metri d&#8217;altezza. Oggi il luogo non \u00e8 pi\u00f9 come appariva allora, in quanto in questi ultimi anni vi sono stati degli interventi di risanamento del territorio che hanno parzialmente riempito il canalone.<\/p>\n<p>Negli anni successivi le sorti delle cave andarono peggiorando per due motivi: dapprima la scoperta di importanti giacimenti in Spagna fecero perdere alle cave di Allumiere il monopolio europeo, poi nel 1788, con la scoperta dell&#8217;allume artificiale, le cave precipitarono in una profonda crisi.<\/p>\n<p>Nel 1815, per recuperare competitivit\u00e0 abbassando i costi, si pass\u00f2 ad un nuovo metodo di scavo: lo scavo in galleria. Questo sistema presentava notevoli vantaggi: migliore sfruttamento dei filoni per via del minore materiale di scarto ed estrazione continua non pi\u00f9 condizionata dagli eventi meteorologici.<\/p>\n<p>Tra il 1850 ed il 1870 vennero scavati vari pozzi un po&#8217; su tutto il territorio. I pi\u00f9 importanti sono: Il Pozzo Gustavo (presso il monte Urbano), la galleria Cesarina (in direzione della Cavaccia), le miniere di Santa Barbara, quella di Val Perella e quelle in direzione della Cava Grande. Nel 1868 vennero scoperti tre nuovi giacimenti sul versante ovest della localit\u00e0 Le Cave: sono i siti della Provvidenza, della Trinit\u00e0 e della Nord.<\/p>\n<p>Nel 1870 il territorio pass\u00f2 dallo Stato Pontificio allo Stato italiano. Lo stabilimento di produzione venne trasferito a Civitavecchia, ma oramai la produzione era notevolmente diminuita a causa della minore richiesta di mercato per l&#8217;allume di rocca. Successivamente lo stabilimento e i siti d&#8217;estrazione passarono alla Societ\u00e0 Montecatini, ma oramai la richiesta era talmente diminuita che l&#8217;estrazione risultava altamente antieconomica, pertanto nel 1941 la societ\u00e0 chiuse gli impianti e cess\u00f2 la produzione di allume, che era durata quasi 500 anni.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Siti archeologici<\/span><\/strong><br \/>\nDiversi i siti archeologici presenti nella zona:<\/p>\n<p><strong>\u2022Monte Elceto<\/strong>, dove sono state ritrovate testimonianze di un <strong>abitato dell&#8217;et\u00e0 del bronzo<\/strong>;<br \/>\n<strong>\u2022Monte Rovello<\/strong>, dove gli scavi hanno riportato alla luce diversi <strong>reperti,<\/strong> i pi\u00f9 antichi dei quali sono databili all&#8217;et\u00e0 del Bronzo Medio;<br \/>\n<strong>\u2022Tolfaccia<\/strong>, dove sono stati individuati due diversi <strong>insediamenti<\/strong>, risalenti al Bronzo Finale, e delle tombe riferibili al Bronzo Finale e all&#8217;Et\u00e0 del Ferro;<br \/>\n<strong>\u2022Tufarelle<\/strong>, dove sono stati ritrovati i resti di un <strong>abitato risalente al Neolitico.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Protezione<\/strong><\/span><br \/>\nI Monti della Tolfa si trovano nella <strong>Zona a Protezione Speciale<\/strong> (ZPS) del Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate (IT6030005) che occupa un&#8217;area di circa 70000 nei territori dei comuni di Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Bracciano, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Manziana, Monte Romano, Oriolo Romano, Santa Marinella, Tarquinia, Tolfa, Vejano e Vetralla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Monti della Tolfa sono una serie di colline di origine vulcanica che fanno parte dell&#8217;Antiappennino Laziale, delimitati a ovest e a sud dalla costa tirrenica compresa tra Civitavecchia e Santa Severa, a est dai Monti Sabatini e a nord dal fiume Mignone e dai Monti Cimini. 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