{"id":2560,"date":"2023-01-27T09:40:05","date_gmt":"2023-01-27T08:40:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2560\/"},"modified":"2023-01-27T09:40:05","modified_gmt":"2023-01-27T08:40:05","slug":"sovana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/sovana\/","title":{"rendered":"Sovana"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 conosciuta come <strong>importante centro etrusco<\/strong>, <strong>borgo medievale<\/strong> e <strong>rinascimentale<\/strong>, nonch\u00e9 sede episcopale.<\/p>\n<p><em><strong>Monumenti e luoghi d&#8217;interesse<\/strong><\/em><br \/>\n<strong>\u2022Rocca aldobrandesca,<\/strong> <strong>sorta su preesistenti strutture<\/strong> di <strong>epoca etrusca<\/strong> attorno all&#8217;anno mille come sede e simbolo del potere della famiglia Aldobrandeschi, rimase abbandonata verso la fine del XIII secolo, per poi essere restaurata nel corso del XV secolo dai senesi. Con l&#8217;annessione al granducato di Toscana nel XVI secolo, Cosimo I de&#8217; Medici fece eseguire alcuni lavori di ristrutturazione che, tuttavia, non impedirono il successivo abbandono e il conseguente degrado della struttura. Oggi sono ben visibili i <strong>monumentali ruderi<\/strong> della fortezza.<\/p>\n<p><strong>\u2022Palazzo Pretorio<\/strong>, con la loggia del Capitano, si trova in <strong>piazza del Pretorio,<\/strong> e pare risalire al XII secolo: \u00e8 attestato nel 1208 come luogo in cui Aldobrandino VIII stipul\u00f2 il proprio testamento. Il palazzo fu successivamente restaurato dai senesi dopo il 1413, mentre nel 1676 \u00e8 ricordato come dotato di carceri. Oggi ospita un&#8217;esposizione del polo museale di Sovana.<\/p>\n<p><strong>\u2022Palazzo dell&#8217;Archivio,<\/strong> nella centrale piazza del Pretorio, risale al XII secolo e fu abitazione del giusdicente dopo il 1411. Nel 1676 \u00e8 gi\u00e0 attestato come sede dell&#8217;archivio della comunit\u00e0. <strong>Sulla facciata \u00e8 posto un orologio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u2022Chiesa di Santa Maria Maggiore,<\/strong> situata in<strong> piazza del Pretorio<\/strong>, pare risalire al XII secolo. Saccheggiata dai senesi nel 1410 e dai pitiglianesi nel 1434, fu consistentemente modificata nel XVI secolo, quando venne costruito l&#8217;adiacente Palazzo dell&#8217;Archivio. Fino al XVII era inoltre presente un campanile addossato alla chiesa, poi sostituito con quello a vela che vediamo ancora oggi. All&#8217;interno sono <strong>custodite opere di notevole interesse<\/strong>: due <strong>affreschi della Crocifissione<\/strong> tra i <em>santi Antonio e Lorenzo e san Sebastiano e san Rocco<\/em> (1527) e della <strong>Madonna col Bambino in trono<\/strong> tra le <em>sante Barbara e Lucia e san Sebastiano e san Mamiliano<\/em> (1508); un <strong>dipinto<\/strong> con i <strong>quattro evangelisti<\/strong> e l&#8217;<strong>Eterno benedicente<\/strong> (XVI secolo); una frammentaria Madonna col Bambino e i santi Raffaele e Tobiolo, Mamiliano, Antonio da Padova e Lucia (XVI secolo); una Crocifissione tra sant&#8217;Antonio abate e papa Gregorio VII (XV secolo); un interessantissimo <strong>ciborio<\/strong> con quattro colonne rastremate e baldacchino decorato del IX secolo.<\/p>\n<p><strong>\u2022Palazzo Bourbon del Monte,<\/strong> situato in piazza del Pretorio, \u00e8 stato costruito nel 1558 per volere di Cosimo I. Fu la residenza della famiglia Bourbon del Monte, feudataria del comunello di San Martino sul Fiora. Caduto in rovina nel corso del XIX secolo, negli anni sessanta del secolo successivo il palazzo fu acquistato dal professor Luciano Ventura, il quale cominci\u00f2 un&#8217;opera di restauro conservativo iniziata nel 1968 e terminata quindici anni dopo.<\/p>\n<p><strong>\u2022Chiesa di San Mamiliano,<\/strong> situata in piazza del Pretorio, \u00e8 forse la <strong>chiesa pi\u00f9 antica di Sovana<\/strong> (risalente nella fondazione almeno al <strong>sec. VII<\/strong>) secolo e <strong>ha ospitato dal 1460 al 1776 le spoglie di <em>san Mamiliano<\/em><\/strong>. Da tempo ridotta a un rudere, nel 1986 vennero realizzati alcuni lavori di consolidamento delle murature perimetrali e a partire dal 2004 sono stati intrapresi una serie di operazioni di restauro, completate nel 2012 con l&#8217;inaugurazione del <strong>museo di San Mamiliano<\/strong>.<\/p>\n<p>Durante gli <strong>scavi per il restauro<\/strong> della chiesa di San Mamiliano sono stati <strong>rinvenuti,<\/strong> sotto il pavimento, r<strong>esti di un cimitero rinascimentale<\/strong>, strutture di un antico edificio termale di epoca romana, ed un&#8217;olla in terracotta contenente il cosiddetto <strong>tesoretto di Sovana<\/strong>: i solidi, <strong>498 monete d&#8217;oro,<\/strong> databili al V secolo d.C., che costituiscono l&#8217;unica testimonianza archeologica riferibile all&#8217;et\u00e0 tardo-antica nel territorio sovanese.<\/p>\n<p><strong>\u2022Concattedrale di San Pietro<\/strong>, risalente al secolo X, \u00e8 stata fatta costruire da Gregorio VII su un preesistente edificio del VI secolo e la struttura \u00e8 rimasta pressoch\u00e9 invariata \u2013 fatta eccezione per il rifacimento della facciata nel XIV secolo e alcuni lavori di ristrutturazione in epoche successive che tuttavia non hanno compromesso le caratteristiche originarie \u2013 fino ai giorni nostri. Nel 1999 sono stati effettuati alcuni lavori di restauro, che hanno permesso di rendere nuovamente accessibile la <strong>cripta che ospita le spoglie di san Mamiliano<\/strong>. All&#8217;interno sono da segnalare le <strong>decorazioni plastiche dei capitelli<\/strong>, con la raffigurazione di scene bibliche, oltre che <strong>opere pittoriche<\/strong> di grande interesse: una <em><strong>Madonna in gloria con san Benedetto e san Giovanni Gualberto<\/strong><\/em> (XVI secolo); una <strong>Crocifissione di san Pietro<\/strong> (1671) di Domenico Manenti; un <strong>dipinto devozionale<\/strong> raffigurante santa Maria Egiziaca (1481) di Tommaso di Tom\u00e8 di Onofrio; un <strong>frammento di affresco<\/strong> di san Francesco (XV secolo) di Carlo di Giovanni; un <strong>fonte battesimale in travertino<\/strong> datato 1494; una <strong>tela del Sacro Cuore<\/strong> di Ges\u00f9 di Maria Pascucci.<\/p>\n<p><strong>\u2022La Mano di Orlando<\/strong>: Un enigmatico e singolare monumento tufaceo a forma di mano chiusa; si trova lungo la strada provinciale che collega Sovana a Sorano, poco prima del bivio per Pitigliano.<br \/>\nLa leggenda vuole che il macigno sia stato creato dal paladino <strong>Orlando <\/strong>(nipote di Carlo Magno), il quale fermatosi a pregare nei pressi di questo masso, lo <strong>strinse con tantissima forza<\/strong> da lasciare <strong>impresso<\/strong> sulla roccia i segni della<strong> sua stretta<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 conosciuta come importante centro etrusco, borgo medievale e rinascimentale, nonch\u00e9 sede episcopale. 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