{"id":2566,"date":"2023-01-27T12:08:26","date_gmt":"2023-01-27T11:08:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2566\/"},"modified":"2023-01-27T12:08:26","modified_gmt":"2023-01-27T11:08:26","slug":"riserva-naturale-diaccia-botrona-e-museo-multimediale-della-casa-rossa-ximenes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/riserva-naturale-diaccia-botrona-e-museo-multimediale-della-casa-rossa-ximenes\/","title":{"rendered":"Riserva naturale Diaccia Botrona e Museo multimediale della Casa Rossa Ximenes"},"content":{"rendered":"<p>La<strong> Riserva naturale Diaccia Botrona<\/strong>, si estende nell<strong>&#8216;area<\/strong> originariamente occupata dal <strong>Lago Prile<\/strong> nella parte orientale del territorio comunale. Fra le <strong>zone umide<\/strong> toscane, il SIR Diaccia Botrona \u00e8 quello che ospita il <strong>maggior numero di uccelli acquatici svernanti<\/strong>, inoltre ha <strong>popolamenti floristici<\/strong> caratteristici con numerose <strong>specie igrofile rare<\/strong>. L&#8217;<strong>area<\/strong> viene <strong>tutelata<\/strong> in quanto area di grandissima importanza per la sosta, lo svernamento e la nidificazione dell&#8217;avifauna acquatica, in particolare fra i siti ICBP negli ultimi anni \u00e8 risultata la zona umida pi\u00f9 importante della Toscana per lo svernamento degli anatidi e di grande importanza anche per la nidificazione degli ardeidi e Circus aeroginosus.<\/p>\n<p>La Riserva naturale include la <strong>vasta zona palustre<\/strong> compresa tra il fiume Bruna ed il <strong>tratto di pineta<\/strong> lungo la strada Castiglione-Marina di Grosseto, oltre alla pineta stessa.<br \/>\n<em><strong>Il Phragmites australis<\/strong><\/em>, che originariamente copriva l&#8217;intera estensione della palude, ha <strong>notevolmente ridotto le sue dimensioni<\/strong>, sostituito in gran parte da vegetazione alofila (pi\u00f9 adatta all&#8217;avvenuto aumento di salinit\u00e0 dell&#8217;acqua), con <strong>giunchi, salicornie e limonio<\/strong>. Nella Palude si riscontrano pi\u00f9 di 200 specie e sottospecie appartenenti a 134 famiglie con piante rare come la Crypsis aculeata e Juncus subulatus.<\/p>\n<p>In diminuzione anche le statici, i prati umidi e i boschi igrofili.<\/p>\n<p>Importanti sono anche i r<strong>esidui della vegetazione arborea igrofila<\/strong>, con<strong> frassini ossifilli, olmi, salici e tamerici e pioppo bianco.<\/strong><\/p>\n<p>La pineta risulta localizzata sul tombolo sabbioso ed \u00e8 costituita da maestose <strong>piante di pino domestico,<\/strong> con un fitto <strong>sottobosco di macchia mediterranea<\/strong>, nel quale fioriscono cisti e rosmarino. Nel sottobosco si trovano anche altre s<strong>pecie sclerofille come il mirto<\/strong>, la <strong>fillirea<\/strong> <strong>angustifolia, il lentisco, l&#8217;erica arborea e multiflora, il ginepro licio e macrocarpa<\/strong>, i<strong>l leccio e la roverella.<\/strong><\/p>\n<p>Tra palude e pineta si estendono <strong>prati<\/strong> periodicamente allagati.<\/p>\n<p>Fra la pineta ed il mare riscontriamo una <strong>vegetazione a scelofille sempreverdi con filliree, ginepri, erica, rosmarino, mirto, cisti e smilace con sporadici pini marittimi.<\/strong><\/p>\n<p>Fra il mare e la vegetazione della duna fissa ritroviamo invece una <strong>vegetazione erbacea di tipo psammo-alofilo (<\/strong>resistente alla salsedine e capace di vegetare su sabbia pura) rappresentata da <em><strong>Anthemis marittimus, <\/strong><\/em><strong>Medicago marina<\/strong><em><strong>,<\/strong><\/em> Ammophila arenaria ed altre specie tipiche in via di scomparsa sia in Toscana che in Italia.<\/p>\n<p>Da segnalare la presenza di cordoni litoranei di vegetazione dunale (Ammofileto o Crucinelleto).<\/p>\n<p>Nel SIR si segnala la brasca nodosa (Potamogeton nodosus): in Toscana la specie \u00e8 presente come relitto in alcune aree umide, quali il Lago di Chiusi, la Diaccia Botrona, il Padule di Bientina e il Lago di Montepulciano.<\/p>\n<p><em><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Fauna<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Anche se il gi\u00e0 citato aumento di salinit\u00e0 ha ridotto la nidificazione delle specie legate al canneto (tarabuso, airone rosso e falco di palude), la Riserva mantiene una grande importanza faunistica per la presenza di numerose specie di uccelli.<\/p>\n<p>Tra questi, vi svernano in gran numero fenicotteri, oche selvatiche, anatre (soprattutto germani reali, alzavole e fischioni), ma anche aironi bianchi maggiori, gru, falchi pescatori e albanelle reali, mentre i prati periodicamente allagati sono frequentati da beccaccini, pettegole e altri limicoli.<\/p>\n<p>Nelle zone aperte nidificano cavaliere d&#8217;Italia e occhione, mentre la pineta, oltre alla grande garzaia con aironi cenerini e garzette, ospita specie di notevole interesse quali ghiandaia marina e cuculo dal ciuffo.<\/p>\n<p>Nei canali si rinvengono poi specie ittiche di assoluto pregio come l&#8217;anguilla, la spigola, la sogliola e varie specie di muggini.<\/p>\n<p>Fra i mammiferi si rinvengono roditori e mustelidi (ratti, arvicole, istrice, nutria, lepre, riccio, donnola, martora) e diversi rettili come la testuggine, biacco, cervone, biscia dal collare, ramarro, orbettino. Motivo di protezione speciale della zona (ZPS) \u00e8 la presenza di molte specie di anfibi come la raganella, la rana verde minore, il rospo smeraldino e il Triturus carnifex.<\/p>\n<p>Tra le specie animali del SIR ci sono:<\/p>\n<p>Rettili: (AII) Emys orbicularis (testuggine d&#8217;acqua, Rettili) \u2013 Presenza da riconfermare in tempi recenti. (AII) Testudo hermanni (testuggine di Herman, Rettili). (AII) Elaphe quatuorlineata (cervone, Rettili).<br \/>\nUccelli: (AI) Botaurus stellaris (tarabuso, Uccelli) \u2013 In passato la principale area di nidificazione della specie in Italia, in continua regressione nel corso degli anni novanta e scomparsa dal 2001. (AI) Tadorna tadorna (volpoca, Uccelli) \u2013 Svernante. (AI) Aythya nyroca (moretta tabaccata, Uccelli) \u2013 Migratrice, svernante irregolare. (AI) Circus aeruginosus (falco di palude, Uccelli) &#8211; Stanziale nidificante (estremamente ridotto, per le recenti trasformazioni ambientali) (AI) Falco biarmicus (lanario, Uccelli) \u2013 Svernante regolare. Clamator glandarius (cuculo dal ciuffo, Uccelli) \u2013 Nidificante. (AI) Coracias garrulus (ghiandaia marina, Uccelli) \u2013 Nidificante. Sylvia conspicillata (sterpazzola di Sardegna, Uccelli) \u2013 Nidificante, presumibilmente irregolare.<\/p>\n<p>Nel cuore della riserva naturale, in localit\u00e0 Isola Clodia, si trovano i resti dell&#8217;Abbazia di San Pancrazio al Fango di origini medievali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 id=\"firstHeading\" class=\"firstHeading mw-first-heading\"><span class=\"mw-page-title-main\">Museo multimediale della Casa Rossa Ximenes<\/span><\/h2>\n<p>Il museo multimediale della Casa Rossa Ximenes \u00e8 un museo che <strong>costituisce il centro visite della riserva naturale Diaccia Botrona<\/strong>, nel comune di Castiglione della Pescaia (GR).<br \/>\nLa fabbrica delle cataratte, poi conosciuta comunemente come <strong>Casa Rossa<\/strong>, \u00e8 un caratteristico edificio progettato e costruito dall&#8217;ingegnere e matematico Leonardo Ximenes nel 1765, durante i lavori di bonifica della Maremma grossetana, su incarico del granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena. Il complesso aveva il <strong>compito di controllare il flusso delle acque<\/strong> tra la vasta area palustre del lago di Castiglione \u2013 l&#8217;antico lago Prile \u2013 e il mar Tirreno, poich\u00e9 si pensava che la malaria fosse dovuta ai miasmi esalati dal malsano mescolamento dell&#8217;acqua della palude con quella del mare.<\/p>\n<p>Conservatasi in buono stato anche dopo la perdita delle sue funzioni originarie, la Casa Rossa Ximenes \u00e8 stata restaurata grazie all&#8217;interesse della Provincia di Grosseto e adibita a centro d&#8217;accoglienza della riserva naturale Diaccia Botrona. Nel 2009 viene qui allestito il <strong>museo multimediale dalla ditta Mizar del fisico <em>Paco Lanciano<\/em><\/strong>. Dal 2010 le visite e le attivit\u00e0 didattiche sono gestite per conto della Provincia di Grosseto dalla societ\u00e0 Maremmagica. Il 24 maggio 2013, in occasione della giornata europea dei parchi e delle aree protette, \u00e8 stato allestito un grande pannello elettronico studiato per raccontare la biodiversit\u00e0 ai non vedenti e agli ipovedenti.<\/p>\n<p>Il museo \u00e8 inserito nella rete museale provinciale Musei di Maremma.<\/p>\n<p><em><strong>Sale espositive<\/strong><\/em><br \/>\nSono ancora presenti e <strong>conservati gli ambienti interni e quelli esterni<\/strong> della Casa Rossa, strutture tecnologiche \u2013 chiuse, paratie e ingranaggi vari \u2013 che seppure non pi\u00f9 utilizzate sono ancora funzionanti. Sotto il corpo principale del fabbricato vi \u00e8 il sistema di cateratte ideato da Leonardo Ximenes per permettere di controllare il flusso delle acque. Sui due piani dell&#8217;edificio il museo multimediale permette al visitatore di conoscere la flora e la fauna della riserva naturale grazie a pannelli esplicativi, oltre che informarlo sulla storia e la formazione del padule, e sulle varie attivit\u00e0 che qui venivano praticate: pesca, caccia e raccolta di piante spontanee.<br \/>\nInteressanti alcuni <strong>oggetti tradizionali<\/strong> qui esposti, come ad esempio le <strong>reti dei pescatori<\/strong>: vi sono le nasse, caratterizzate da un&#8217;apertura a imbuto che permetteva la cattura dei pesci senza consentire loro di uscire; vi \u00e8 il bertovello, rete destinata alla pesca delle anguille; vi \u00e8 il tramaglio, un tipo di rete da posta fissa. Tra <strong>gli oggetti per la caccia<\/strong> si segnalano la <strong>botte, trappola da postazione fissa<\/strong>, e le <strong>anatre di legno<\/strong> che venivano utilizzate come richiami.<\/p>\n<p>Nel museo sono stati ricreati anche un <strong>capanno virtuale<\/strong>,<strong> luogo di osservazione<\/strong> dove \u00e8 possibile riconoscere gli <strong>uccelli<\/strong> che popolano il padule, e vari modelli plastici che riproducono le varie specie di animali e illustrano l&#8217;assetto idrogeologico della riserva naturale Diaccia Botrona. Infine, si segnala la presenza di un <strong>pannello elettronico per i non vedenti e ipovedenti<\/strong>, che <strong>riproduce in rilievo piante e animali<\/strong> della Diaccia Botrona consentendone una prima conoscenza: inoltre, facendo pressione con la penna elettronica accanto alle singole componenti del pannello, parte una registrazione con tutte le informazioni sull&#8217;animale o la pianta esaminata; per gli animali viene riprodotto anche il caratteristico canto o richiamo che emettono.<\/p>\n<p>Dal museo \u00e8 possibile prenotare visite guidate alla riserva naturale Diaccia Botrona, con escursioni a piedi, in bicicletta e in barca, ed effettuare attivit\u00e0 di birdwatching. Spesso la struttura \u00e8 utilizzata per <strong>ospitare eventi ed iniziative culturali<\/strong>, tra cui <strong>workshop di fotografia<\/strong> naturalistica, <strong>esposizioni artistiche e artigianali<\/strong>, <strong>rassegne musicali e teatrali.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2569 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Casa_Ximenes_-_panoramio-400x300.jpg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"321\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Riserva naturale Diaccia Botrona, si estende nell&#8216;area originariamente occupata dal Lago Prile nella parte orientale del territorio comunale. Fra le zone umide toscane, il SIR Diaccia Botrona \u00e8 quello che ospita il maggior numero di uccelli acquatici svernanti, inoltre ha popolamenti floristici caratteristici con numerose specie igrofile rare. L&#8217;area viene tutelata in quanto area [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2567,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,280],"tags":[],"class_list":["post-2566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma","category-natura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2566"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2566"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2566\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2571,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2566\/revisions\/2571"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}