{"id":2583,"date":"2023-01-27T16:25:24","date_gmt":"2023-01-27T15:25:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2583\/"},"modified":"2023-01-30T12:02:29","modified_gmt":"2023-01-30T11:02:29","slug":"follonica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/follonica\/","title":{"rendered":"Follonica"},"content":{"rendered":"<p>Follonica \u00e8 una delle mete pi\u00f9 rinomate per le sue spiagge bagnate dalle acque del Golfo di Follonica, fino all&#8217;entroterra collinare dove si sviluppano le prime propaggini delle Colline Metallifere grossetane, in posizione retrostante rispetto alla pianura della Maremma grossetana, in questo tratto formata dal fiume Pecora fino alla sua foce.<\/p>\n<p><strong>Cosa vedere a Follonica<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022Fonderie Ilva<\/strong>: La zona nota come <strong>area ex-ILVA<\/strong> \u00e8 situata all&#8217;interno del centro abitato e racchiude gli <strong>stabilimenti ormai dismessi<\/strong> dell&#8217;ex-ILVA. La posizione geografica degli stabilimenti dell&#8217;ex-Ilva \u00e8 stata determinata dalla equidistanza fra le miniere di ferro elbane e i grandi boschi demaniali dove veniva prodotto il carbone di legna. Sui due lati dell&#8217;area si \u00e8 sviluppata una lottizzazione a maglie ortogonali che ha interessato il territorio compreso tra la fabbrica e la marina. Uno degli edifici \u00e8 conosciuto come <strong>Palazzo del forno quadro<\/strong> e costituiva la pi\u00f9 importante struttura fusoria dell&#8217;epoca in Italia.<\/p>\n<p>Con le espansioni che si sono sviluppate oltre il torrente Petraia. Attualmente alcuni fabbricati versano in condizioni di completo abbandono, altri sono gi\u00e0 stati destinati ad attivit\u00e0 importantissime per la citt\u00e0, vista la centralit\u00e0 dell&#8217;area.<\/p>\n<p>In uno di essi vi \u00e8 la <strong>Biblioteca della Ghisa, <\/strong>la cui<strong>\u00a0<\/strong>\u00e8 stata istituita nel 1970 e dispone di un<strong> patrimonio librario di circa 100.000 volumi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u2022<em>Chiesa di San Leopoldo<\/em>,<\/strong> <strong>edificio di culto di maggior pregio storico e architettonico della citt\u00e0<\/strong>.\u00a0 La chiesa, a croce latina e di ispirazione neoclassica, \u00e8 caratterizzata dall&#8217;<strong>utilizzo della ghisa<\/strong>: il pronao, la balaustra a traforo, le coppie di tre colonne che sorreggono la trabeazione, la cornice decorata dell&#8217;arco e i due fregi di Lorenzo Nencini. L&#8217;interno \u00e8 a navata unica, con copertura a capanna e volta a crociera, con numerose rifiniture e <strong>arredi in ghisa<\/strong>: la base del pulpito, le colonne dell&#8217;abside, i candelabri dell&#8217;altare, la balaustra del presbiterio, una cornice nel transetto ed il piedistallo del fonte battesimale. Tra le varie <strong>opere<\/strong> si segnalano un busto in marmo di Raffaele Sivieri, primo direttore dell&#8217;amministrazione delle miniere e del ferro, realizzato nel 1839 da Leopoldo Arcangeli; la statua di san Giovanni Battista in marmo bianco scolpita da Nencini nel 1841; e due Madonne: la <strong>Madonna col Bambino in ghisa<\/strong>, detta Madonna Ilvania, fusa nelle fonderie, e il dipinto della Madonna del Soccorso.<\/p>\n<p>\u2022<strong>Palazzo Granducale<\/strong>, \u00e8 un\u2019edificio a tre piani costruito nel 1845 per ospitare il Granduca Leopoldo II durante le sue frequenti visite a Follonica. Oggi il Palazzo \u00e8 la sede del Corpo Forestale dello Stato. All&#8217;esterno vi \u00e8 un magnifico giardino che ospita la vasca da bagno scolpita nel marmo dalla scuola di Canova, appartenuta a Elisa Bonaparte<\/p>\n<p><strong>\u2022Castello di Valle<\/strong> (noto anche come castello di Valli) sorse verso la fine del IX secolo come <strong>residenza estiva dei vescovi di Lucca<\/strong>, per poi passare tra i possedimenti dell&#8217;abbazia di Sestinga. Nel corso del XII secolo il castello pass\u00f2 agli Aldobrandeschi che, nella seconda met\u00e0 del Duecento, lo cedettero ai Pisani. Il complesso entr\u00f2 a far parte del principato di Piombino durante il Trecento, seguendone le sorti fino al 1815, quando l&#8217;intero territorio fu annesso al granducato di Toscana. Presenta gli imponenti <strong>ruderi della torre<\/strong>, con le pareti interamente rivestiti in filaretto di pietra, dove si aprono alcune feritoie. Attorno al rudere della torre, si dispongono una serie di <strong>edifici in pietra perfettamente conservati<\/strong>, ricostruiti prevalentemente in stile neomedievale sui resti dei fabbricati originari.<\/p>\n<p>\u2022<strong>Il Parco della Sterpaia<\/strong>, un luogo per immergersi nella natura della Val di Cornia.<\/p>\n<p><strong>\u2022Parco tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere grossetane,<\/strong> comprende il territorio dei <strong>sette comuni<\/strong> a nord della <strong>Provincia di Grosseto<\/strong>. Le finalit\u00e0 istituzionali del parco riguardano il <strong>recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere,<\/strong> segnate in particolar modo dall&#8217;<strong>esperienza mineraria, promuovendo un circuito turistico-culturale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022Parco interprovinciale di Montioni<\/strong>, si estende per circa <strong>7000 ettari. <\/strong>Le colline sono ricoperte da boschi e costituiscono un <strong>paesaggio collegato all&#8217;azione dell&#8217;uomo<\/strong>, soprattutto alla <strong>produzione del carbone e al taglio del bosco<\/strong>.<br \/>\nAll&#8217;interno del parco vi sono altri <strong>segni dell\u2019uomo:<\/strong> affiorano dai resti delle <strong>cave di allume<\/strong> (utilizzato per la concia delle pelli e per il fissaggio dei colori sui tessuti) e da quelli del villaggio minerario di epoca napoleonica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Follonica \u00e8 una delle mete pi\u00f9 rinomate per le sue spiagge bagnate dalle acque del Golfo di Follonica, fino all&#8217;entroterra collinare dove si sviluppano le prime propaggini delle Colline Metallifere grossetane, in posizione retrostante rispetto alla pianura della Maremma grossetana, in questo tratto formata dal fiume Pecora fino alla sua foce. Cosa vedere a Follonica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2584,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2583"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2583"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2618,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2583\/revisions\/2618"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}