{"id":2599,"date":"2023-01-30T10:21:32","date_gmt":"2023-01-30T09:21:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2599\/"},"modified":"2023-01-30T10:21:32","modified_gmt":"2023-01-30T09:21:32","slug":"montemassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/montemassi\/","title":{"rendered":"Montemassi"},"content":{"rendered":"<p>Montemassi \u00e8 una f<strong>razione del comune italiano di Roccastrada<\/strong>, nella provincia di Grosseto.<\/p>\n<p>Si tratta di un <strong>suggestivo borgo medievale<\/strong> situato sulle pendici di una collina nella parte sud-occidentale del comune di Roccastrada, ed \u00e8 il confine tra le Colline Metallifere e la Maremma grossetana. Il borgo <strong>sorse come feudo della famiglia Aldobrandesch<\/strong>i e, successivamente, pass\u00f2 alla famiglia dei Pannocchieschi.<\/p>\n<p>I Senesi riuscirono ad espugnare e conquistare Montemassi nella seconda met\u00e0 del XIII secolo ma, agli inizi del XIV secolo, il paese riusc\u00ec a diventare un centro autonomo sotto il controllo e la protezione dei Pannocchieschi e della famiglia Cappucciani di Sticciano.<\/p>\n<p>Successivamente, venne nuovamente assediato e conquistato da Guidoriccio da Fogliano per conto dei Senesi (1328) che mantennero, per\u00f2 a fatica, il controllo per le numerose rivolte locali avvenute in vari periodi e per varie interferenze di alcune famiglie del contado.<\/p>\n<p>A met\u00e0 del XVI secolo, a seguito della definitiva caduta della Repubblica di Siena, Montemassi entr\u00f2 a far parte del Granducato di Toscana e, da allora, ne segu\u00ec le sorti. Fu infeudato come marchesato ai Malaspina di Mulazzo fino al 1770 quando fu venduto ai Cambiaso che lo tennero fino all&#8217;abolizione dei feudi nel 1774.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Luoghi d&#8217;interesse<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u2022La <strong>chiesa di Sant&#8217;Andrea Apostolo<\/strong> \u00e8 un edificio sacro, all&#8217;interno sono conservate la <strong>Madonna con il Bambino<\/strong>, di un artista della cerchia di Matteo di Giovanni, forse Guidoccio Cozzarelli (ultimo decennio del XV secolo), e l&#8217;<strong>Annunciazione<\/strong> (fine XVI secolo).<br \/>\n\u2022<strong>Il castello di Montemassi<\/strong> si presenta sotto forma di i<strong>mponenti ruderi riportati agli antichi splendori<\/strong>, grazie agli ultimi interventi di restauro.<\/p>\n<p>Il complesso \u00e8 delimitato da una serie di cortine murarie che racchiudono un ampio cortile fortificato, dove si affacciano una serie di edifici che presentano porte e finestre ad arco; in questa area sono visibili anche i resti di una cisterna per la raccolta e la distribuzione dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>I fabbricati pi\u00f9 imponenti spicca <strong>la rocca<\/strong>.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 in basso rispetto alla rocca, al lato opposto dell&#8217;area fortificata, si eleva <strong>la torre<\/strong>, con pareti rivestite in pietra provviste di alcune feritoie; anche in questo caso.<\/p>\n<p><strong>\u2022Il palazzo del Capezzolo<\/strong> risale al XVI secolo ed \u00e8 costituito da due corpi, quello principale e un annesso un tempo adibito a scuderia. All&#8217;interno \u00e8 situato un caratteristico cortile. Il palazzo \u00e8 propriet\u00e0 privata.<br \/>\n<strong>\u2022Le mura di Montemassi<\/strong> costituiscono il<strong> sistema difensivo<\/strong>. Una prima cinta muraria fu costruita verso l&#8217;anno Mille, a protezione del borgo castellano in fase di sviluppo; nel corso del tempo, il sistema difensivo venne ulteriormente rafforzato.<br \/>\nLe mura di Montemassi <strong>delimitano quasi interamente il borgo<\/strong> che si sviluppa poco a valle dell&#8217;imponente castello di Montemassi.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2600 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-400x300.jpg\" alt=\"\" width=\"515\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-250x188.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-650x488.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-800x600.jpg 800w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-1200x900.jpg 1200w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-1600x1200.jpg 1600w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Castello_di_Montemassi-2000x1500.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 515px) 100vw, 515px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Il Mistero dell&#8217;affresco<\/strong><\/h3>\n<p>Montemassi \u00e8 <strong>raffigurato<\/strong> nel celeberrimo <strong>affresco &#8220;<i><b>Guidoriccio da Fogliano all&#8217;assedio di Montemassi&#8221;\u00a0<\/b><\/i>di<em> Simone Martini<\/em><\/strong> <strong>all&#8217;interno del Palazzo Comunale<\/strong> di <strong>Siena. <\/strong>Nel 1977 \u00e8 iniziata una lunga controversia, dopo il ritrovamento di disegni preparatori farebbero pensare a un rifacimento del Quattrocento.<\/p>\n<p>L&#8217;attribuzione a Simone Martini parrebbe suffragata da un documento del\u00a01330, esso\u00a0cita il castello di Montemassi, ma non parla di un ritratto equestre di Guidoriccio.<\/p>\n<p>Nel\u00a01980, dopo restauri eseguiti sulla parete in cui si trovava il famoso\u00a0<i>Mappamondo<\/i>\u00a0che d\u00e0 il nome alla sala, venne alla luce, sotto il\u00a0<i>Guidoriccio<\/i>, un altro affresco, e la controversia s&#8217;infiamm\u00f2, coinvolgendo critici, storici, tecnici ed esperti di ogni materia.<\/p>\n<p>L&#8217;affresco sottostante si \u00e8 rivelato di straordinaria qualit\u00e0 e, per chi nega l&#8217;autenticit\u00e0 del\u00a0<strong><i>Guidoriccio<\/i>,<\/strong> proprio questo sarebbe la<strong> vera opera di Simone,<\/strong> che del resto \u00e8 certo abbia realizzato altri lavori nella sala, oltre ovviamente alla\u00a0<i>Maest\u00e0<\/i>. Se poi la scena ora riscoperta raffiguri la conquista di Montemassi o un&#8217;altra vittoria senese \u00e8 motivo di dubbi anche per chi sostiene la paternit\u00e0 del Martini. I contrari concludono, per lo pi\u00f9, con l&#8217;attribuirlo a\u00a0<strong>Duccio di Boninsegna<\/strong>, e individuano in vario modo l&#8217;episodio raffigurato, ovviamente escludendo l&#8217;assedio di Montemassi, avvenuto quando Duccio era morto da un decennio. Quest&#8217;attribuzione \u00e8 per\u00f2 fermamente negata dai sostenitori di Simone, anche per l&#8217;incompatibilit\u00e0 stilistica, che essi ravvisano, tra questo affresco e l&#8217;opera di Duccio: in particolare per la modernit\u00e0 della scena, non compatibile con il suo stile bizantineggiante. La totale perdita (o\u00a0<i>inesistenza<\/i>) di affreschi di Duccio e di suoi dipinti di soggetto laico rende l&#8217;attribuzione ancor pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>In ogni caso, questa scoperta ha messo ancor pi\u00f9 in dubbio l&#8217;autenticit\u00e0 e la paternit\u00e0 del dipinto tradizionale, creando pi\u00f9 alternative di attribuzione.<\/p>\n<p><strong>Descrizione<\/strong><br \/>\nL&#8217;opera mostra il comandante delle truppe senesi, Guido Ricci a cavallo, di profilo, mentre va all&#8217;<strong>assalto del\u00a0Castello di Montemassi<\/strong>\u00a0nel\u00a01328. Sullo sfondo, un paesaggio piuttosto realistico con montagne, un accampamento e le localit\u00e0 teatro dei fatti.<\/p>\n<p>Il <strong>luogo<\/strong> \u00e8 da sempre stato nelle <strong>mire espansionistiche della Repubblica di Siena<\/strong> ma gli <strong>abitanti,<\/strong> anche dopo le varie sottomissioni, si sono sempre resi protagonisti di <strong>rivolte contro il dominio<\/strong> senese per rivendicare l&#8217;autonomia e per aspirare al riconoscimento del libero comune che, per\u00f2, non fu mai ottenuto.<\/p>\n<p>Il dipinto mostra segni di ripetuti interventi, ridipinture e rifacimenti, messi ancor pi\u00f9 in evidenza dal restauro conservativo effettuato da Giuseppe Gavazzi nel 1980.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2602 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/GuidoriccioDaFogliano-400x141.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/GuidoriccioDaFogliano-400x141.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/GuidoriccioDaFogliano-250x88.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/GuidoriccioDaFogliano-768x271.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/GuidoriccioDaFogliano-650x229.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/GuidoriccioDaFogliano-150x53.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/GuidoriccioDaFogliano.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montemassi \u00e8 una frazione del comune italiano di Roccastrada, nella provincia di Grosseto. 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