{"id":2644,"date":"2023-01-31T10:56:46","date_gmt":"2023-01-31T09:56:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2644\/"},"modified":"2023-02-03T12:02:03","modified_gmt":"2023-02-03T11:02:03","slug":"scansano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/scansano\/","title":{"rendered":"Scansano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Scans\u00e0no<\/strong> \u00e8 un comune noto per aver conferito la <strong>denominazione al Morellino di Scansano<\/strong>, vino rosso DOCG prodotto nella zona.<\/p>\n<p>Il territorio si estende prevalentemente a <strong>quote collinari medio-basse,<\/strong> raggiungendo le altitudini minime in prossimit\u00e0 dei corsi d&#8217;acqua a regime torrentizio.<\/p>\n<p>Nel territorio di Scansano<strong> sono documentati insediamenti etruschi e romani<\/strong> (<em>Ghiaccio Forte, Aia Nova, Scrina di Porco<\/em>), mentre la prima notizia del <strong>centro medievale<\/strong> risale al <strong>918<\/strong>, quando viene nominata una certa curtis Mustia, identificabile con la frazione di Murci. Nel territorio scansanese sorsero nel corso del medioevo <strong>numerosi castelli di grande importanza strategica<\/strong>, come <strong>Montorgiali<\/strong>, <strong>Cotone e Montep\u00f2<\/strong>, mentre il <strong>castello di Scansano<\/strong>, attestato nel <strong>1274<\/strong>, fu conteso nel XIV secolo tra i conti Aldobrandeschi e i Tolomei di Siena.<\/p>\n<h3><span style=\"font-size: 14pt;\">Luoghi d&#8217;Interesse<\/span><\/h3>\n<p><strong>\u2022Chiesa di San Giovanni Battista<\/strong>, ricordata dal 1276, fu radicalmente ristrutturata nel secolo XVIII. Nella facciata a capanna spicca il <strong>portale quattrocentesco con una cornice ad ovoli<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;interno si segnalano gli <strong>altari,<\/strong> realizzati nel secolo XVIII in <strong>gesso e stucco,<\/strong> e alcuni <strong>dipinti<\/strong>: la <strong>Madonna che porge il Bambino a Sant&#8217;Anna<\/strong>, dell&#8217;inizio del secolo XVII; il Martirio di San Sebastiano, attribuito a Stefano Volpi; la Madonna del Soccorso. Un&#8217;elegante incorniciatura policroma quattrocentesca a festoni racchiudeva la Madonna dell&#8217;uccellino, terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia, rubata nel 1971 e sostituita da una copia. La Madonna \u00e8 stata ritrovata nel 2019, ma ancora non ricollocata in chiesa.<\/p>\n<p>Nel presbiterio, <strong>statua lignea policromata della Madonna<\/strong>, del secolo XV. Nell&#8217;abside, pregevole coro ligneo seicentesco.<\/p>\n<p><strong>\u2022Convento del Petreto\u00a0<\/strong>(o convento di San Pietro),\u00a0situato fuori dal paese prima del bivio per Manciano, ha <strong>origini medievali<\/strong> \u2013 la tradizione dice che qui nel 1422 predic\u00f2 san Bernardino \u2013 ma ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli successivi. Sopra il portale d&#8217;ingresso si trova una lunetta settecentesca con la Madonna col Bambino fra san Francesco e san Pietro, mentre all&#8217;interno un&#8217;altra lunetta, posta sopra l&#8217;altare, raffigura Dio Padre in gloria fra angeli musicanti.<\/p>\n<p>Il complesso \u00e8 costituito dalla chiesa di San Pietro e dall&#8217;annesso convento, originariamente francescano osservante, soppresso nel 1871 e attualmente di propriet\u00e0 privata.<br \/>\nNell&#8217;interno, da notare l&#8217;imponente <strong>altare maggiore<\/strong>, realizzato nel secolo XVII in <strong>gesso e stucco<\/strong>. Nell&#8217;abside si trova un <strong>coro ligneo<\/strong> in precarie condizioni di conservazione.<\/p>\n<p>Al suo interno era ospitata l&#8217;<strong>Annunciazione<\/strong>, risalente al 1615, in seguito spostata all&#8217;interno della sagrestia della chiesa di San Francesco a Grosseto.<\/p>\n<p><strong>\u2022Palazzo Pretorio<\/strong>, risalente al XV secolo, era il <strong>palazzetto civico del comune<\/strong> di Scansano e mantiene ancora oggi l&#8217;aspetto originario con <strong>forme semplici e squadrate<\/strong> e le finestre incorniciate in pietra serena. Nel XIX secolo fu anche utilizzato come prigione.<\/p>\n<p><strong>\u2022Palazzo del vecchio ospedale<\/strong>, risalente al XV secolo, era la <strong>sede dell&#8217;ospedaletto<\/strong> di Scansano. Oggi si presenta come un&#8217;abitazione privata.<br \/>\n<strong>\u2022Teatro Castagnoli,<\/strong> costruito tra il 1852 e il 1891 \u2013 i lavori subirono varie interruzioni \u2013\u00a0 \u00e8 uno dei <strong>principali teatri<\/strong> della provincia di Grosseto. Dal 1968 fu adibito a cinematografo e cess\u00f2 la sua attivit\u00e0 nel 1982. Acquisito dal Comune, il teatro \u00e8 oggi nuovamente aperto.<\/p>\n<div id=\"attachment_2646\" style=\"width: 401px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2646\" class=\"wp-image-2646\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Montorgiali-400x534.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Montorgiali-400x534.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Montorgiali-250x333.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Montorgiali-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Montorgiali-650x867.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Montorgiali-150x200.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Montorgiali.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><p id=\"caption-attachment-2646\" class=\"wp-caption-text\"><em>Parziale veduta del castello di Montorgiali e della chiesa di San Biagio<\/em><\/p><\/div>\n<p><strong>\u2022Mura di Scansano:<\/strong> il nucleo originario fu costruito dagli Aldobrandeschi a partire dal XII secolo, poi completato nel corso del secolo successivo. Nel XV secolo furono effettuati numerosi interventi di riqualificazione, tra i quali l&#8217;aggiunta di una torre di avvistamento e la ricostruzione della porta di accesso al borgo (XVI secolo). Rimangono visibili la torre di avvistamento quattrocentesca a sezione circolare sul lato orientale e la caratteristica Porta Grossetana sul lato occidentale.<\/p>\n<p><strong>\u2022Castello di Montorgiali<\/strong>, sorto nel corso del XII secolo come possedimento dei conti di Montorgiali, vassalli del ramo di Santa Fiora della famiglia Aldobrandeschi, se ne ha un primo riferimento in una bolla del papa Clemente III risalente al 1188. Nel XVIII secolo il castello fin\u00ec in mano a privati e nel corso dell&#8217;ultimo secolo \u00e8 stato diviso in pi\u00f9 unit\u00e0 abitative.<br \/>\nTra l&#8217;edificio attiguo alla chiesa e l&#8217;angolo sinistro del castello si trova una cortina muraria in pietra, dove si apre una <strong>porta ad arco tondo<\/strong>, al di sopra del quale \u00e8 collocato lo<strong> stemma con il leone del popolo di Siena<\/strong> ; un&#8217;altra porta ad arco ribassato si trova sul lato settentrionale.<\/p>\n<p>Il castello si presenta come una<strong> struttura rustica imponente<\/strong> costituita da una serie di corpi di fabbrica addossati tra loro; le pareti esterne completamente rivestite in filaretto di pietra. Le finestre, disposte su 3 livelli, sono ad arco tondo, mentre in alcuni punti delle pareti esterne sono visibili feritoie e mensole che servivano per attaccare eventuali nemici che vi si avvicinassero.<\/p>\n<p><strong>\u2022Il castello di Montep\u00f2<\/strong> \u00e8 una possente ed elegante <strong>struttura fortificata<\/strong> che sorge nella campagna a nord di Scansano, a circa 30 km a est di Grosseto.<br \/>\nLa struttura fortificata sorse attorno all&#8217;anno mille nelle vicinanze di un&#8217;antica pieve, ma venne quasi interamente ricostruita in epoca trecentesca quando era controllata dai signori di Cotone.<\/p>\n<p>In epoca rinascimentale, i nuovi proprietari trasformarono la struttura castellana in <strong>fattoria fortificata<\/strong> e, nelle epoche successive, vennero fatte alcune ristrutturazioni che portarono ad ampliamenti. Gli ultimi restauri effettuati nella seconda met\u00e0 del secolo scorso hanno riportato il complesso all&#8217;antico splendore.<\/p>\n<p>Il castello di Montep\u00f2 si presenta come un r<strong>aro esempio di villa fortificata<\/strong> senese del periodo rinascimentale, grazie agli interventi di trasformazione portati avanti tra il Quattrocento e il Cinquecento.<\/p>\n<p>Il complesso, a pianta rettangolare, si dispone con i corpi di fabbrica attorno ad un cortile interno; \u00e8 fiancheggiato da <strong>quattro torri angolari<\/strong> a sezione quadrata, che in passato svolgevano <strong>funzioni di avvistamento<\/strong>. Le <strong>strutture murarie<\/strong> si presentano in <strong>pietra<\/strong>, con alcuni <strong>rivestimenti in laterizio<\/strong> sulle facciate che si aprono sul cortile interno.<br \/>\nIl castello, attualmente propriet\u00e0 dei Biondi Santi, \u00e8 parte integrante di una <strong>rinomata azienda agricola<\/strong> specializzata nella produzione di eccellenti vini; in precedenza, era stato luogo di ispirazione dello scrittore britannico Graham Greene.<\/p>\n<h3><strong>Musei<\/strong><\/h3>\n<p>Il comune di Scansano dispone di due musei che insieme formano un <strong>unico polo museale<\/strong> all&#8217;interno dell&#8217;<strong>antico Palazzo Pretorio<\/strong>. Il complesso fa parte della rete provinciale\u00a0<i>Musei di Maremma:\u00a0Il\u00a0<b>museo archeologico<\/b>\u00a0e il\u00a0<b>museo delle vite e del vino.<\/b><\/i><\/p>\n<p>\u2022Il <strong>museo archeologico<\/strong> \u00e8 stato inaugurato nel marzo 2001 ed ha come <strong>scopo<\/strong> quello di offrire una <strong>panoramica<\/strong> sulla <strong>storia<\/strong> della <strong>presenza umana<\/strong> nell&#8217;<strong>et\u00e0 antica<\/strong> nella media <strong>valle dell&#8217;Albegna<\/strong>. I <strong>reperti esposti<\/strong> sono da ricondurre principalmente alle <strong>aree archeologiche<\/strong> maggiormente studiate e scavate a partire dal 1999, come l&#8217;insediamento <strong>etrusco<\/strong> di <strong>Ghiaccio Forte<\/strong> e quello <strong>romano dell&#8217;Aia Nova<\/strong>.<\/p>\n<p>Il sito di <strong>Ghiaccio Forte<\/strong> fu scoperto per la prima volta nel <strong>1970<\/strong> dal gruppo archeologico guidato da Zelindo Biagiotti. La <strong>prima<\/strong> importante <strong>campagna di scavo<\/strong> (1979-1981) riport\u00f2 alla luce <strong>numerosi reperti<\/strong> che vennero cos\u00ec restaurati. Nel 1981, contemporaneamente agli scavi a Ghiaccio Forte, fu rinvenuta una <strong>villa romana<\/strong> riutilizzata nel III secolo d.C. in localit\u00e0<strong> Civitella<\/strong>, mentre nel 1985, a <strong>Scrina di Porco<\/strong>, riemersero alcuni <strong>resti di un&#8217;antica fattoria<\/strong>. Un&#8217;altra importante campagna di scavi fu effettuata negli anni tra il 1987 e il 1990, ad opera di Mario Del Chiaro, nella localit\u00e0 di <strong>Aia Nova<\/strong>: ci\u00f2 permise di riportare alla luce una <strong>grande villa produttiva romana<\/strong>, interessante per la presenza di un <strong>impianto termale<\/strong> e di alcune<strong> decorazioni<\/strong> sui pavimenti e le pareti. Nel 1999 ripresero gli interventi di <strong>restauro<\/strong> e di nuove campagne archeologiche: prima fu scoperta nella <strong>localit\u00e0 di Poderuccio<\/strong> a Poggioferro una <strong>necropoli medievale<\/strong>, dopodich\u00e9, negli anni tra il 1999 e il 2002, furono effettuati nuovi scavi presso Ghiaccio Forte diretti da Marco Firmati.<\/p>\n<p>Il museo espone tutti i reperti rinvenuti in queste localit\u00e0. I <strong>pezzi pi\u00f9 interessanti<\/strong> provengono dal deposito votivo del santuario di Ghiaccio Forte (VII secolo a.C.), prima della costruzione dell&#8217;insediamento fortificato: una <strong>collezione di teste votive<\/strong> e soprattutto una<strong> statuetta raffigurante un vendemmiatore<\/strong> che impugna una roncola nella mano destra. La <strong>struttura<\/strong> \u00e8 <strong>costantemente arricchita di nuovi contenuti<\/strong> sulle pi\u00f9 recenti ricerche, il percorso offre un quadro aggiornato degli studi archeologici con una particolare attenzione a quelle pi\u00f9 recenti, che descrivono un&#8217;<strong>economia antica<\/strong> fortemente <strong>legata<\/strong> alla <strong>produzione e al commercio del vino.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_2648\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2648\" class=\"wp-image-2648\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-400x601.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"526\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-400x601.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-250x376.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-768x1155.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-650x977.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-150x226.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-800x1203.jpg 800w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-1200x1804.jpg 1200w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2-1600x2406.jpg 1600w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ScansanoPalazzoPretorioMuseoVinoVite2.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><p id=\"caption-attachment-2648\" class=\"wp-caption-text\"><em>Museo archeologico e della vite e del vino<\/em><\/p><\/div>\n<p>\u2022Il <strong>museo della vite e del vino<\/strong> \u00e8 stato inaugurato nel giugno 2000 ed \u00e8 suddiviso in<strong> cinque aree<\/strong>: area <strong>storica<\/strong> (archeologia del vino); area della<strong> produzione;<\/strong> area del <strong>ciclo della vite e del vino<\/strong>; area delle <strong>tradizioni<\/strong> (laboratorio del gusto); area dell&#8217;<strong>informazione.<\/strong><\/p>\n<p>Il museo si propone di <strong>documentare ed approfondire l&#8217;evoluzione della tradizione del vino in Maremma,<\/strong> in particolare riferimento all&#8217;area di Scansano, noto in tutta Italia per la produzione del vino DOCG Morellino. La prima sezione si ricollega al museo archeologico illustrando le modalit\u00e0 di coltivazione e lavorazione dell&#8217;uva, con conseguente produzione del vino, nell&#8217;antichit\u00e0 sin dai tempi degli etruschi. Sono<strong> esposti<\/strong> poi i <strong>vecchi oggetti tradizionali<\/strong>, come il bastone degli asini che trasportavano i &#8220;bigonzi&#8221; d&#8217;uva dalle vigne alle cantine, e viene posta particolare attenzione anche all&#8217;aspetto estetico delle trame dei vigneti che si snodano sulle colline di Scansano. Infine, vengono illustrati e mostrati alcuni vini della bassa Maremma: Morellino, Parrina, Ansonica, Bianco di Pitigliano, Capalbio e Sovana.<\/p>\n<p>All&#8217;interno del museo \u00e8 stato anche <strong>allestito uno spazio per la degustazione dei vini<\/strong> e dei prodotti locali forniti dalle aziende dell&#8217;associazione &#8220;Strade del vino e dei sapori Colli di Maremma&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scans\u00e0no \u00e8 un comune noto per aver conferito la denominazione al Morellino di Scansano, vino rosso DOCG prodotto nella zona. Il territorio si estende prevalentemente a quote collinari medio-basse, raggiungendo le altitudini minime in prossimit\u00e0 dei corsi d&#8217;acqua a regime torrentizio. 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