{"id":2703,"date":"2023-02-02T16:41:07","date_gmt":"2023-02-02T15:41:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maremma.it\/blog\/?p=2703\/"},"modified":"2023-02-02T17:11:57","modified_gmt":"2023-02-02T16:11:57","slug":"grosseto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/grosseto\/","title":{"rendered":"Grosseto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Grosseto<\/strong> \u00e8\u00a0 capoluogo della provincia omonima in Toscana. Per superficie territoriale, risulta il <strong>pi\u00f9 vasto comune della regione<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal punto di vista <strong>urbanistico<\/strong>, la citt\u00e0 \u00e8 uno dei pochi capoluoghi il cui centro storico \u00e8 rimasto completamente circondato da una cerchia muraria, nell&#8217;insieme integra, che ha mantenuto pressoch\u00e9 immutato il proprio aspetto nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 \u00e8 posta a circa 12 km dal mare (dove si affacciano le<strong> frazioni<\/strong> comunali di <strong>Marina di Grosseto<\/strong> e Principina a Mare), al centro di una pianura alluvionale denominata <strong>Maremma grossetana<\/strong>, nel punto di confluenza della valle dell&#8217;Ombrone. In passato, gran parte dell&#8217;area pianeggiante era occupata dal lago Prile che si estendeva quasi fino alla parte occidentale della citt\u00e0.Oggi \u00e8 quasi del tutto scomparso a seguito delle opere di canalizzazione rientranti nelle bonifiche settecentesche.<\/p>\n<p>Nella parte nord-orientale del territorio comunale, presso la moderna <strong>frazione di Roselle<\/strong> che \u00e8 sorta nei pressi dell&#8217;<strong>antica citt\u00e0 etrusco-romana<\/strong>, si trova una s<strong>orgente termale di acqua sulfurea<\/strong>, della stessa natura e origine che contraddistingue le pi\u00f9 rinomate <strong>terme di Saturnia<\/strong> e le <strong>altre terme<\/strong> sparse tra il monte Amiata, l&#8217;area del Tufo e le colline dell&#8217;Albegna e del Fiora.<\/p>\n<p>Nella parte orientale e meridionale del territorio comunale scorre il<strong> fiume Ombrone<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>parte occidentale<\/strong> del territorio comunale \u00e8 <strong>compresa nella riserva naturale Diaccia Botrona<\/strong>, <strong>area palustre<\/strong> che si estende dove sorgeva l&#8217;antico lago Prile, mentre l&#8217;area <strong>sud-occidentale<\/strong> rientra nel <strong>parco naturale della Maremma<\/strong>, dove si estende l&#8217;<strong>area palustre della Trappola<\/strong> e si elevano le prime propaggini dei <strong>monti dell&#8217;Uccellina<\/strong> a sud della foce dell&#8217;Ombrone.<\/p>\n<p>Nel territorio comunale sono incluse anche le Formiche di Grosseto, nel cuore del parco nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano; gli isolotti e l&#8217;intero tratto di mare che bagna il litorale grossetano rientrano anche <strong>nell&#8217;area marina protetta europea<\/strong> del Santuario per i mammiferi marini.<\/p>\n<p>Il <strong>centro storico<\/strong>\u00a0\u00e8 completamente <strong>racchiuso entro una cinta muraria fortificata<\/strong> che, a livello urbanistico, lo isola quasi completamente rispetto al resto della citt\u00e0, fatta eccezione per l&#8217;area di Porta Nuova dove nel corso del XIX secolo fu demolita la porta cittadina, riempito il terrapieno del fossato e abbattuto un piccolo tratto di cortina muraria.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale centro storico \u00e8 il <strong>risultato della ricostruzione cinquecentesca delle mura<\/strong>, durante la quale assunsero un <strong>perimetro maggiore<\/strong> che allarg\u00f2 la superficie del centro storico cittadino rispetto al tessuto urbano medievale; tuttavia, la realizzazione delle mura medicee c<strong>omport\u00f2 l&#8217;abbattimento di molti edifici di epoca medievale,<\/strong> tra cui anche alcuni complessi religiosi, che sorgevano al di fuori del preesistente centro cittadino lungo il perimetro dove poi \u00e8 sorta l&#8217;attuale cinta muraria bastionata di forma esagonale. Durante il XIX secolo si sono sviluppati nuclei abitativi in senso centrifugo, dei quali sono ravvisabili i <strong>palazzi in stile liberty<\/strong> lungo la via che conduce alla stazione ferroviaria; nei primi decenni del XX secolo furono costruite <strong>chiese monumentali<\/strong> a delimitare la nuova estensione dell&#8217;area urbana, alcune in <strong>stile neomedievale<\/strong> (<em>chiesa di San Giuseppe e chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo<\/em>), altre in <strong>stile moderno-funzionalista<\/strong> (<em>basilica del Sacro Cuore<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Quattro<\/strong> sono i<strong> grandi quartieri urbani<\/strong> di Grosseto, il quartiere <strong>Centro<\/strong>, la parte pi\u00f9 antica, e i quartieri di <strong>Gorarella<\/strong>, <strong>Barbanella<\/strong> e <strong>Sugherella<\/strong>. Nonostante l&#8217;espansione, il contesto urbano \u00e8 inquadrabile all&#8217;interno di una pi\u00f9 <strong>vasta area rurale<\/strong> che include le <strong>varie frazioni<\/strong>, le quali hanno mantenuto caratteri territoriali ed urbanistici ben distinti tra loro e rispetto al centro cittadino.<\/p>\n<p>Grosseto \u00e8 considerata una citt\u00e0 molto verde per la presenza di aree attrezzate e parchi in ogni luogo della citt\u00e0. I grandi parchi urbani a Grosseto sono due:<\/p>\n<p>Il <strong>parco di viale Giotto\u00a0<\/strong>ospita oltre a 650 piante e arbusti, anche il Massimo Falsetti Cricket Field, uno <strong>skatepark<\/strong>, il <strong>velodromo<\/strong> &#8220;Guido Montanelli&#8221;, una <strong>palestra per arrampicata<\/strong> e un laghetto abitato da germani reali.<br \/>\nIl<strong> parco urbano del fiume Ombrone<\/strong> &#8220;Silvano Signori&#8221;, conosciuto anche come parco Ombrone o parco di via Leoncavallo, \u00e8 vasto 10 ettari e ospita 750 piante e arbusti, oltre che una <strong>pista di pattinaggio<\/strong>, una piazza, <strong>percorsi ciclabili<\/strong> di 2 km e due<strong> laghetti<\/strong> naturali.<br \/>\nLe <strong>aree attrezzate per i bambini<\/strong> sono invece trentasette, <strong>sparse in tutti i quartieri<\/strong> della citt\u00e0 e nelle frazioni. Fra queste spicca il parco giochi &#8220;Renato Pollini&#8221;.<\/p>\n<h2><strong>Monumenti e luoghi d&#8217;interesse\u00a0<\/strong><\/h2>\n<div id=\"attachment_2706\" style=\"width: 367px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2706\" class=\"wp-image-2706\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Duomo_di_grosseto_esterno_01-400x289.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"258\" \/><p id=\"caption-attachment-2706\" class=\"wp-caption-text\"><em>Duomo di Grosseto<\/em><\/p><\/div>\n<p><strong>\u2022Cattedrale di San Lorenzo<\/strong>, o <strong>duomo di Grosseto<\/strong>, \u00e8 situata nella principale piazza della citt\u00e0 ed \u00e8 stata <strong>edificata<\/strong> tra il 1294 e il 1302 su progetto dell&#8217;architetto Sozzo di Rustichino, <strong>nel luogo<\/strong> dove precedentemente <strong>sorgeva l&#8217;alto-medievale pieve di Santa Maria<\/strong>. Lavori di completamento furono poi effettuati tra il 1330 e il 1340, ed infine la struttura fu rifatta nel XVI secolo ad opera di Anton Maria Lari. Ulteriori ristrutturazioni tra il 1840 e il 1865 hanno successivamente modificato l&#8217;<strong>aspetto rinascimentale e barocco<\/strong> dell&#8217;edificio, nel tentativo di <strong>riportarlo<\/strong> alle primitive <strong>forme medievali.<\/strong> Nel 2013 viene realizzata sul fianco destro della chiesa una pedana in marmo per l&#8217;accesso ai disabili. La <strong>facciata<\/strong> si presenta sulla scorta del <strong>gusto di matrice romanica<\/strong> per la <strong>bicromia bianco-rossa<\/strong> (marmo rosso di Caldana) e per le <strong>forme goticheggianti<\/strong>; su di essa sono poste le<strong> statue<\/strong> dei <strong>quattro evangelisti<\/strong>, risalenti al XIV secolo, un bel <strong>rosone centrale<\/strong> con la raffigurazione del Redentore, due chioschetti cinquecenteschi laterali, un ballatoio con colonnine originarie, un timpano con immagini religiose (1897) dell&#8217;artista Leopoldo Maccari. All&#8217;interno sono conservate alcune<strong> opere<\/strong>, tra cui: un&#8217;<strong>acquasantiera<\/strong> del 1506; un <strong>fonte battesimale<\/strong> di Antonio Ghini; le <strong>due vetrate<\/strong> realizzate su disegno di Benvenuto di Giovanni raffiguranti la prima Isaia e Michea, l&#8217;<strong>Annunciazione<\/strong>, i santi Pietro apostolo e Gerolamo, le sante Caterina d&#8217;Alessandria e Maria Maddalena, la seconda la Fede e la Speranza, i santi Michele arcangelo, Giovanni Battista, Bartolomeo apostolo, Ludovico, Lorenzo e Sebastiano; un <strong>Crocifisso ligneo policromo<\/strong> della seconda met\u00e0 del XV secolo; due angeli reggi-candelabro di Domenico Arrighetti; infine, la venerata <strong>Madonna delle Grazie<\/strong>, nella cappella sinistra del transetto, parte centrale di una tavola di Matteo di Giovanni, databile al 1470. <strong>Molte delle opere<\/strong> d&#8217;arte originariamente situate nel duomo sono <strong>conservate nel museo d&#8217;arte sacra<\/strong> della diocesi di Grosseto.<\/p>\n<p><strong>Il campanile<\/strong> fu innalzato sul fianco sinistro settentrionale solo nel 1402, mentre la scala interna venne realizzata nel 1611. Nel 1911 venne rimaneggiato, trasformando le finestre ad arco in bifore e trifore, e rialzato. Vi sono <strong>murati frammenti scultorei<\/strong> della originale <strong>decorazione gotica<\/strong> della chiesa.<\/p>\n<p>Nella cattedrale si trova l<strong>&#8216;organo a canne Mascioni<\/strong> opus 775, costruito nel 1959, nel corso di un importante intervento di restauro operato dalla ditta costruttrice nel 2004, i registri sono stati redistribuiti su tre manuali.<\/p>\n<div id=\"attachment_2708\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2708\" class=\"wp-image-2708 \" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Chiesa_di_San_Pietro_Grosseto-400x485.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"321\" \/><p id=\"caption-attachment-2708\" class=\"wp-caption-text\"><em>Chiesa di San Pietro<\/em><\/p><\/div>\n<p><strong>\u2022Chiesa di San Pietro<\/strong>, situata lungo Corso Carducci, \u00e8 <strong>la pi\u00f9 antica chiesa di Grosseto<\/strong>. Originariamente posizionata lungo il tragitto dell&#8217;antica via Aurelia \u2013 che attraversava proprio il centro cittadino \u2013 \u00e8 ricordata nella bolla di Clemente III del 1188. Di <strong>semplici e spoglie linee architettoniche<\/strong>, pare risalire originariamente all&#8217;VIII secolo, anche se ha subito <strong>sostanziosi ampliamenti<\/strong> tra il IX e il XII secolo e l&#8217;aspetto nel ventunesimo secolo \u00e8 dovuto in parte ad alcuni <strong>restauri seicenteschi e settecenteschi,<\/strong> mentre il <strong>campanile<\/strong> \u00e8 stato innalzato nel 1625. Sulla facciata, di fianco alle lesene che delimitano il portale, sono presenti quattro bassorilievi (due per ogni lato), databili tra il periodo bizantino e l&#8217;epoca alto-medievale: un bassorilievo raffigura elementi vegetali, su un altro \u00e8 scolpita una figura umana, mentre gli altri due si caratterizzano per una serie di animali.<\/p>\n<p>La chiesa di San Pietro si caratterizza per l&#8217;abside in stile romanico dalla caratteristica forma semicircolare; le <strong>pareti esterne<\/strong> si presentano <strong>in pietra<\/strong>, ove sono ben visibili alcuni <strong>blocchi in travertin<\/strong>o che spezzano a tratti il rivestimento primario. Il<strong> campanile<\/strong> seicentesco in laterizio si innalza a destra dell&#8217;area absidale, poggiando su un basamento in pietra di probabile epoca medievale; alla sommit\u00e0 della torre campanaria si eleva una piccola cupola.<\/p>\n<p>L&#8217;interno della chiesa si presenta a navata unica, con gli originari elementi stilistici romanici oramai perduti, a seguito di vari interventi di ristrutturazione che si sono susseguiti nel corso dei secoli.<\/p>\n<div id=\"attachment_2709\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2709\" class=\"wp-image-2709 size-medium\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/707GrossetoSFrancesco-400x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/707GrossetoSFrancesco-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/707GrossetoSFrancesco-250x188.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/707GrossetoSFrancesco-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/707GrossetoSFrancesco-650x488.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/707GrossetoSFrancesco-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/707GrossetoSFrancesco.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-2709\" class=\"wp-caption-text\"><em>Chiesa di San Francesco<\/em><\/p><\/div>\n<p><strong>\u2022Chiesa di San Francesco<\/strong>, situata nell&#8217;omonima piazza del centro storico, \u00e8 stata <strong>consacrata<\/strong> nel <strong>1289<\/strong> quando ne presero possesso i francescani, a seguito della riedificazione dell&#8217;edificio sul luogo di una pi\u00f9 antica chiesa <strong>dedicata a san Fortunato<\/strong> e appartenente ai benedettini, i quali l&#8217;abbandonarono nel 1230. Lavori di <strong>ristrutturazioni<\/strong> successive hanno in parte <strong>modificato l&#8217;aspetto originario<\/strong> e agli inizi del XX secolo fu ricostruito il <strong>campanile<\/strong>, rialzato di un piano, danneggiato da un fulmine nel 1917.<br \/>\nSulla facciata \u00e8 posto un <strong>piccolo rosone<\/strong> e sopra al portale una <strong>lunetta con l&#8217;affresco di Giuseppe Casucci<\/strong> raffigurante i <strong>santi Francesco d&#8217;Assisi e Lorenzo<\/strong>.<br \/>\nAll&#8217;interno, tra le <strong>varie opere<\/strong>, spicca soprattutto il <strong>Crocifisso ligneo duecentesco<\/strong> con dubbia attribuzione, oscillante tra <strong>Duccio di Buoninsegna<\/strong>, il<em> Maestro di Badia<\/em> ad <em>Isola e Guido di Graziano<\/em>. Addossato al lato sinistro della chiesa si trova il <strong>convento con il chiostro<\/strong>, caratterizzato dalla presenza del <strong>cinquecentesco pozzo della Bufala<\/strong>.<br \/>\nLa <strong>cappella<\/strong> di destra, dedicata a<strong> Sant&#8217;Antonio<\/strong>, venne aggiunta nel corso del Seicento e<strong> decorata con pregevoli affreschi<\/strong> dai pittori Antonio e Francesco Nasini.<\/p>\n<p><strong>\u2022Piazza Dante<\/strong>, principale piazza cittadina, nota anche come<strong> Piazza delle Catene,<\/strong> \u00e8 stata realizzata in forma trapezoidale tra il XIII e il XIV secolo. Da sempre il c<strong>uore della vita civile e religiosa della citt\u00e0<\/strong>, al centro vi \u00e8 collocato il <strong>monumento a Canapone<\/strong>; vi si affacciano il <strong>duomo, il Palazzo Comunale, Palazzo Aldobrandeschi<\/strong> (sede della provincia). Il lato meridionale e quello occidentale sono caratterizzati da una serie di edifici che si articolano sopra un comune loggiato-porticato, che si sviluppa ad L senza soluzioni di continuit\u00e0. All&#8217;angolo destro della facciata del duomo spicca la presenza della colonna dei bandi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u2022Palazzo Aldobrandeschi,<\/strong> noto anche come Palazzo della Provincia, si trova in piazza Dante ed \u00e8 stato costruito a partire dal 5 aprile 1900, dopo la demolizione del precedente Palazzo Pretorio, avvenuta nell&#8217;autunno dell&#8217;anno precedente. Il progetto \u00e8 stato realizzato dall&#8217;architetto Lorenzo Porciatti, con alcune modifiche effettuate a lavori in corso da Guglielmo Calderini. L&#8217;edificio, in <strong>stile neogotico<\/strong> che <strong>richiama<\/strong> gli <strong>elementi stilistici del medioevo senese<\/strong>, \u00e8 stato inaugurato il 31 maggio 1903 e da allora ospita la<strong> sede della Provincia di Grosseto.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_2711\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2711\" class=\"wp-image-2711 size-medium\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Esterno_Cassero_Senese_Grosseto-400x534.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-2711\" class=\"wp-caption-text\">Mura di Grosseto<\/p><\/div>\n<p><strong>\u2022Mura di Grosseto:<\/strong> il <strong>perimetro murario<\/strong> della citt\u00e0 di Grosseto \u00e8 uno dei rari esempi in Italia di cinte murarie <strong>pervenute pressoch\u00e9 integre fino ai giorni nostri<\/strong>. La primitiva cinta a difesa della citt\u00e0 fu realizzata nel XII secolo, ma furono demolite ben\u00a0presto dai senesi quando presero possesso della citt\u00e0 nel XIV secolo. Le <strong>mura senesi<\/strong> comprendevano<strong> quattro porte<\/strong> lungo il perimetro: <em>Porta di San Michele, Porta di Santa Lucia, Porta di San Pietro e Porta Cittadina<\/em>. Della <strong>cinta medievale<\/strong> sopravvivono solamente la <strong>Porta Vecchia e<\/strong> il cassero, con la porta di Santa Lucia in seguito inglobata all&#8217;interno della Fortezza. A partire dalla met\u00e0 del XVI secolo, i Medici commissionarono a Baldassarre Lanci la progettazione delle nuove mura, con la caratteristica forma esagonale che presentano ancora nel ventunesimo secolo . Con l&#8217;avvento dei Lorena, nel XIX secolo fu decisa la trasformazione della cinta muraria in passeggiata e i camminamenti furono mutati in parco alberato. I <strong>sei bastioni delle mura<\/strong> sono, in senso orario partendo da nord: il <strong>bastione Rimembranza<\/strong> (gi\u00e0 baluardo di San Francesco); il bastione <strong>Fortezza<\/strong> (comprendente i baluardi di Santa Lucia e della Vittoria); il bastione <strong>Maiano<\/strong> (gi\u00e0 baluardo delle Palle); il bastione <strong>Cavallerizza<\/strong> (gi\u00e0 baluardo dell&#8217;Oriolo); il bastione <strong>Molino a Vento<\/strong> (gi\u00e0 baluardo di San Michele); il bastione <strong>Garibaldi<\/strong> (gi\u00e0 baluardo delle Monache). A nord si apriva Porta Nuova, demolita nel XIX secolo e sostituita da una <strong>cancellata in ferro,<\/strong> la cosiddetta &#8220;Barriera&#8221;, poi smantellata negli anni venti del XX secolo e consiste nell&#8217;unico tratto delle mura non pi\u00f9 presente; ad est si apriva la porta di Santa Lucia, scomparsa, mentre sono presenti due accessi, l&#8217;<strong>arco del Vallo degli Arcieri<\/strong> e il <strong>ponte Amiata<\/strong>, viadotto sospeso di recente realizzazione; a sud si apre la Porta Vecchia, gi\u00e0 Porta Reale; ad ovest si aprono la Porta Corsica, realizzata negli anni trenta del XX secolo in sostituzione della scomparsa porta di San Michele, ed il piccolo arco del passo Jago Fuligni.<\/p>\n<p><strong>\u2022Museo archeologico e d&#8217;arte della Maremma<\/strong>\u00a0\u00e8 ospitato nell&#8217;<strong>ex palazzo del Tribunale<\/strong> in piazza Baccarini, e conserva una <strong>ricca collezione archeologica<\/strong> che documenta un <strong>lungo periodo storico<\/strong> che va dal <strong>paleolitico al basso medioevo,<\/strong> con particolare <strong>attenzione all&#8217;epoca etrusca e romana<\/strong>. Il museo si propone come <strong>centro di raccolta<\/strong> e di <strong>documentazione<\/strong> della <strong>storia archeologica della Maremma<\/strong>, svolgendo un ruolo primario nello <strong>studio dell&#8217;antica <em>citt\u00e0 di Roselle<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Fondato nel 1860 dal canonico Giovanni Chelli come sezione della biblioteca Chelliana, \u00e8 divenuto di propriet\u00e0 comunale nel marzo 1865, mentre solamente nel 1955 si \u00e8 costituito come <strong>museo autonomo<\/strong>. Ha ricevuto la denominazione &#8220;Museo archeologico e d&#8217;arte della Maremma&#8221; nel 1975, quando venne inaugurato il nuovo allestimento nel palazzo di piazza Baccarini; da allora una sezione del museo \u00e8 costituita dal Museo d&#8217;arte sacra della diocesi di Grosseto, fondato nel 1933.<\/p>\n<p>\u2022Il <strong>Museo di storia naturale della Maremma<\/strong><br \/>\nNel 1971 venne cos\u00ec inaugurato il <strong>Museo civico di storia naturale<\/strong> di Grosseto. All&#8217;interno sono conservati i <strong>reperti rinvenuti<\/strong> e le <strong>collezioni<\/strong> della Societ\u00e0 naturalisica.<br \/>\nDopo un periodo non facile per il museo, durante il quale per molto tempo rimase chiuso al pubblico, riapr\u00ec nel 2009, con la nuova denominazione di<strong> Museo di storia naturale della Maremma<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_2714\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2714\" class=\"wp-image-2714 size-medium\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Museo_Storia_Naturale_della_Maremma-400x574.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Museo_Storia_Naturale_della_Maremma-400x574.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Museo_Storia_Naturale_della_Maremma-250x359.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Museo_Storia_Naturale_della_Maremma-150x215.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Museo_Storia_Naturale_della_Maremma.jpg 418w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><p id=\"caption-attachment-2714\" class=\"wp-caption-text\"><em>L&#8217;ingresso del Museo di storia naturale della Maremma<\/em><\/p><\/div>\n<p>L&#8217;<strong>edificio<\/strong> del museo \u00e8 composto da<strong> due parti<\/strong>: una tra strada Corsini e via dell&#8217;Unione, risalente al XIX secolo, e una tra strada Corsini e piazza della Palma, che invece \u00e8 del XX secolo.<\/p>\n<p>Il museo di storia naturale \u00e8 <strong>allestito<\/strong> sui<strong> tre piani <\/strong>ed \u00e8 composto da <strong>dodici sale<\/strong> espositive, che si dividono in <strong>due grandi sezioni<\/strong>: quella dedicata alle &#8220;<strong>scienze della terra<\/strong>&#8221; e quella dedicata alle &#8220;<strong>scienze della vita<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>La prima<\/strong>\u00a0\u00e8 incentrata sull&#8217;<strong>evoluzione geologica<\/strong> e <strong>paleontologica<\/strong> di <strong>Grosseto e la Maremma<\/strong>, con numerosi <strong>campioni di minerali, rocce e fossili<\/strong>. Si divide in due sale principali: la sala minerali e rocce e la sala paleontologia.<\/p>\n<p><strong>La seconda<\/strong> sala, dedicata alla <strong>paleontologia,<\/strong> espone <strong>campioni fossili<\/strong> del territorio maremmano, ordinati secondo una <strong>sequenza cronologica<\/strong>, dal Giurassico fino al Pleistocene. <em>L<strong>&#8216;oreopithecus bambolii<\/strong>,<\/em> <strong>simbolo<\/strong> del <strong>museo<\/strong>, \u00e8 stato ricostruito in modello tridimensionale a dimensioni naturali sulla base dello scheletro che \u00e8 stato rinvenuto a Baccinello nel 1958: all&#8217;animale \u00e8 stato dedicato un intero diorama con ricostruzione della flora e della fauna coeva. Tra le varie esposizioni, selci e manufatti che documentano le culture preistoriche in Maremma.<br \/>\nIl visitatore giunge alla sezione successiva attraversando un corridoio la cui scura parete \u00e8 animata da fluorescenti disegni che rappresentano l&#8217;albero della diversit\u00e0 dei viventi, ordinate in termini di complessit\u00e0, dai procarioti fino ai mammiferi. Non si tratta tuttavia di un albero evolutivo. La sezione &#8220;<strong>Scienze della vita<\/strong>&#8221; espone al visitatore <strong>campioni e modelli ambientati nel loro habitat elettivi<\/strong>, a partire dalla grande <strong>sala dell&#8217;acqua,<\/strong> successivamente quella degli <strong>ambienti costieri e collinari<\/strong> e la sala degli <strong>ambienti alto-collinari e montani<\/strong>, oltre a spazi per l&#8217;attivit\u00e0 didattica e una <strong>ricostruzione<\/strong> a scala reale di una<strong> grotta.<\/strong><\/p>\n<p>\u2022<strong>Il parco naturalistico delle Biancane<\/strong> \u00e8 un&#8217;area naturale nei pressi del centro di Monterotondo Marittimo (GR) in cui sono ubicate le <strong>caratteristiche &#8220;biancane&#8221;<\/strong>, che rappresentano uno dei tanti siti in cui la <strong>geotermia caratterizza fortemente il paesaggio<\/strong> al confine fra le province di Pisa e Grosseto. Si ha infatti la presenza di <strong>diverse tipologie di manifestazioni geotermiche<\/strong> come soffioni, fuoriuscite di vapore dal terreno, putizze e fumarole e pozzi geotermici.<\/p>\n<p><strong>Il nome deriva<\/strong> dal <strong>colore bianco<\/strong> <strong>delle rocce<\/strong> che caratterizza tutto il paesaggio; infatti, le emissioni di idrogeno solforato causano una reazione chimica con il calcare trasformandolo in gesso.<br \/>\nLe Biancane con i suoi Lagoni rappresentano una delle aree di competenza del Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane.<\/p>\n<p>\u2022<strong><a href=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/parco-naturale-della-maremma\/\">Parco naturale della Maremma<\/a><\/strong>, <strong>area protetta regionale<\/strong> istituita nel 1975, \u00e8 uno dei parchi pi\u00f9 importanti della Toscana e prende parte del territorio comunale di Grosseto a sud delle frazioni di Rispescia ed Alberese. Nel 1992 \u00e8 stato insignito del Diploma europeo delle aree protette. Include alcuni siti di interesse comunitario tra i quali il <strong>padule della Trappola<\/strong>,<strong> Bocca d&#8217;Ombrone e<\/strong> la <strong>pineta Granducale.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><strong>Marina di Grosseto<\/strong><\/h1>\n<div id=\"attachment_2716\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2716\" class=\"wp-image-2716 size-medium\" src=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Forte_delle_Marze_Grosseto-400x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Forte_delle_Marze_Grosseto-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Forte_delle_Marze_Grosseto-250x188.jpg 250w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Forte_delle_Marze_Grosseto-650x488.jpg 650w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Forte_delle_Marze_Grosseto-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.maremma.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Forte_delle_Marze_Grosseto.jpg 730w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-2716\" class=\"wp-caption-text\"><em>Forte delle Marze<\/em><\/p><\/div>\n<p><strong>Frazione balneare<\/strong> del comune di Grosseto, \u00e8 <strong>nata nel 1793<\/strong> con il completamento della torre voluta da Ferdinando III di Toscana. Nota precedentemente con il nome di San Rocco, villaggio di pescatori con i suoi capanni di falasco e con qualche casetta in muratura e le caratteristiche baracche, si \u00e8 trasformata nell<strong>&#8216;attuale localit\u00e0 dove ville, moderni palazzi, ristoranti, banche, hanno creato una dimensione oramai cittadina.<\/strong> \u00c8 conosciuta per il suo <strong>retroterra collinare ricco<\/strong> di <strong>macchia mediterranea<\/strong> e per le <strong>ampie spiagge<\/strong> affacciate sul mar Tirreno, con una<strong> vasta pineta<\/strong>, nota come Pineta del Tombolo, che si estende da Punta Ala ai Monti dell&#8217;Uccellina.<\/p>\n<p>Il centro del paese si sviluppa presso la foce del canale emissario di San Rocco, al confine con il Parco naturale della Maremma, poco distante da Bocca d&#8217;Ombrone, foce del fiume Ombrone.<\/p>\n<p><strong>\u2022Forte delle Marze,<\/strong> situato <strong>nel tratto costiero<\/strong> che da Marina di Grosseto arriva a Castiglione della Pescaia, si tratta di una <strong>struttura fortificata<\/strong> realizzata nel<strong> XVIII secolo<\/strong> sul luogo di una precedente torre di avvistamento, e svolse <strong>funzioni di avvistamento<\/strong>, <strong>difesa<\/strong> e<strong> raccolta del sale.<\/strong> <strong>Trasformato<\/strong> successivamente in una lussuosa<strong> villa<\/strong>, \u00e8 ancora oggi di propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p><strong>\u2022<\/strong><strong>Festa di San Rocco<\/strong>: festa patronale che costituisce anche il <strong>principale evento turistico<\/strong> e d&#8217;attrazione della <strong>stagione balneare<\/strong>. Ogni<strong> 16 agosto<\/strong>, prima della mezzanotte, i festeggiamenti raggiungono il culmine con il suggestivo con una<strong> sfilata di carri<\/strong> <strong>allegorici<\/strong> per la <strong>passeggiata in centro<\/strong>, e con <strong>fuochi d&#8217;artificio<\/strong> lanciati dalla riva del mare che illuminano la spiaggia affollata di spettatori.<\/p>\n<p>Inoltre, Marina di Grosseto \u00e8 <strong>collegata alla citt\u00e0<\/strong> con la <strong>pista ciclabile<\/strong> Grosseto-Marina di Grosseto, a Principina a Mare con la pista ciclabile Marina di Grosseto-Principina a Mare, e a Castiglione della Pescaia con la pista ciclabile Marina di Grosseto-Castiglione della Pescaia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grosseto \u00e8\u00a0 capoluogo della provincia omonima in Toscana. Per superficie territoriale, risulta il pi\u00f9 vasto comune della regione. 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